ニュース News dal Giappone 日本

Un piccolo spazio per essere informati sul meraviglioso e magico mondo del Sol Levante!
domenica, 06 gennaio 2008

A scuola la storia del professore che realizza il sogno di un suo studente

Comparirà nei libri di testo d'inglese dei licei giapponesi la storia del professore universitario che ha cercato di realizzare i sogni di un suo studente deceduto, sviluppando un robot per il salvataggio di persone.

La storia riguarda il professor Matsuno Fumitoshi (松野文俊), 50 anni,  della Tokyo Denki University, che, quando lavorava come professore associato presso la Kōbe University, perse uno dei suoi allievi, Kisoi Motohiro (競基弘), 23 anni, a causa del Grande Terremoto dell'Hanshin.

"Vorrei inventare un robot come Doraemon che possa aiutare le persone e che sia in grado di comunicare con loro", aveva raccontato Kisoi al professore in un izakaya durante una notte d'autunno del 1994. Lo stesso giorno Kisoi, allora studente del primo anno della scuola di specializzazione, aveva fatto una presentazione in una conferenza accademica presso la Kyūshū University.

Il 17 gennaio di quello stesso anno Kisoi venne ucciso nel suo appartamento del quartiere Nada di Kōbe a causa del crollo della palazzina dovuto al terremoto. Accanto al suo corpo venne trovato un pupazzo di Doraemon, regalo di un amico. Matsuno fu sconvolto dalla perdita del suo studente e chiese ai soccorritori perchè non furono in grado di salvarlo. Il professore apprese che essere salvato entro le 72 ore fa la differenza tra la vita e la morte.

Nella speranza di ridurre le morti causate dai terremoti sviluppando un robot in grado di trovare velocemente le persone intrappolate dai crolli di edifici, Matsuno, dopo sei mesi dalla morte di Kisoi, cambiò il suo oggetto di studio dai robot spaziali ai robot da salvataggio.

Nel 2003 Matsuno realizzò "Kōga", un robot simile ad un serpente in grado di intrufolarsi in spazi ristretti  e di cercare persone intrappolate usando raggi infrarossi ed una telecamera.

Matsuno ha accettato di buon grado l'offerta della casa editrice Kirihara Shoten (桐原書店) di includere la sua storia in un libro scolastico d'inglese nella speranza che le giovani generazioni diventino interessate nello sviluppo di robot da salvataggio.

La storia, intitolata "Make dream come true (メーク・ドリーム・カム・トゥルー)" e narrata in 12 pagine, racconta gli sforzi del professore di realizzare il sogno di Kisoi, ed include anche un episodio che mostra l'importante ruolo svolto dai robot nella ricerca di sopravvissuti nel crollo delle Torri Gemelli l'11 settembre del 2001.

Alla fine della storia Matsuno promette di impegnarsi per contribuire al salvataggio di persone tenendo sempre in mente il sogno di Kisoi. Spera anche che molti giovani si uniscano a lui per raggiungere questo obbiettivo.

Il libro di testo in cui compare la storia del professor Matsuno verrà utilizzato a partire dal prossimo anno scolastico (aprile 2008) in circa 300 scuole.

"Se mio figlio fosse ancora vivo sarebbe di certo sorpreso dai progressi fatti dalla robotica", ha detto il padre di Kisoi, Kazumi, 66 anni. "Spero che molti giovani dopo aver letto la storia trovino interesse nei robot da salvataggio".

Fonte: Daily Yomiuri Online
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domenica, 23 dicembre 2007

I primi treni proiettile vanno in pensione

La prima generazione originale di treni ad alta velocità, i "treni proiettile" (dangan ressha,  弾丸列車) che corrono lungo la rete shinkansen (新幹線), andrà definitivamente in pensione nell'autunno del prossimo anno e sarà rimpiazzata dai modelli di treno più recenti. Lo ha annunciato la West Japan Railway Co.

I treni della Serie Zero (新幹線「0系」,Shinkansen 0 kei) furono prodotti per la linea Tōkaidō Shinkansen (東海道新幹線) inaugurata nell'ottobre del 1964  appena dopo le Olimpiadi di Tokyo, e che collegava Tokyo a Shin-Ōsaka. A quel tempo si trattava della prima linea ferroviaria ad alta velocità al mondo, con treni che raggiungevano i 210 km/h.

Da allora i treni della Linea Zero rimasero in produzione fino alla metà degli anni '80, trasportando milioni di viaggiatori lungo la Linea Tōkaidō-Sanyō, estesa nel marzo del 1975 fino ad Hakata (prefettura di Fukuoka).

La Serie Zero per lungo tempo è stata il simbolo della tecnologia avanzata giapponese, e una "locomotiva" è esposta al Museo delle Ferrovie in Gran Bretagna, la madre di tutte le linee ferroviarie.

Con il tempo nuovi modelli in grado di raggiungere sempre maggiori velocità hanno sostituito i treni della Linea Zero, e oggigiorno solo sei treni della Linea Zero, ognuno composto da 6 carrozze, sono ancora in funzione presso la Linea Sanyō Shinkansen (山陽新幹線) che collega Shin-Ōsaka ad Hakata.

Gli ultimi modelli della Serie 700, in grado di raggiungere i 300 km/h, sostituiranno a partire dall'autunno del 2008 gli ultimi treni della Linea Zero rimasti in circolazione.

Fonte: Mainichi Daily News

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giovedì, 06 dicembre 2007

Ossa umane dai dentini da latte

Un gruppo di ricercatori giapponesi è riuscito a generare ossa umane da cellule staminali prelevate da denti da latte.

Il team guidato professore Ueda Minoru dell'Università di Nagoya ha detto che i dentini da latte dei bambini contengono molte cellule staminali che possono svilupparsi in qualsiasi tessuto del corpo umano, e che sono più prolifiche delle cellule contenute in altre parti del corpo.

Il gruppo ha impiantato le cellule staminali dei denti da latte in ratti, e dopo quattro mesi le cellule hanno generato tessuto osseo umano.

Il professore Ueda ha detto che è la prima volta che si creano ossa umane da cellule di denti da latte.

Il gruppo ha creato una banca di denti da letti per sviluppare questo tipo di medicina rigenerativa. Lo stesso gruppo cercherà di generare anche capelli e pelle, e cercherà di applicare il metodo per trattare pazienti usando denti da latte di figli o nipoti. Ueda afferma infatti che precedenti esperimenti condotti sui cani hanno mostrato che la generazione dei tessuti è migliore se vengono utilizzate cellule staminali provenienti da parenti stretti.

Le cellule staminali dei denti da latte potrebbero essere usate in futuro per generare altri organi come il cuore e il tessuto del sistema nervoso centrale.

Fonte: NHK
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domenica, 25 novembre 2007

La Noguchi avrà ai piedi il...riso!

La scorsa domenica la campionessa olimpica Noguchi Mizuki, 29 anni, si è aggiudicata la Maratona Femminile di Tokyo, muovendo un ulteriore passo in avanti verso la convocazione per le Olimpiadi di Pechino del 2008, e in questi giorni ha svelato il suo asso nella manica per vincere le prossime Olimpiadi.

La Noguchi indosserà infatti un paio di "scarpe magiche" realizzate con il rivestimento dei chicchi di riso che aiuteranno l'atleta a ridurre la temperatura dei piedi durante la maratona che si aspetta essere particolarmente impegnativa nel caldo afoso di Pechino.

Il designer delle scarpe garantisce che i rivestimenti dei chicchi di riso migliorano il passaggio di aria rendendo la corsa più leggera.

"Sono così leggere ed è veramente facile correre con queste scarpe ai piedi...Sono scarpe magiche", ha detto la Noguchi.

Fonte: Reuters
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domenica, 25 novembre 2007

Un gioco di carte per difendersi dagli tsunami

Il 3 marzo del 1933 a seguito di un terremoto di magnitudo 8,1, la regione costiera Sanriku dell'Honshu fu colpita da un immenso tsunami, che spazzò via circa 5.000 abitazioni e uccise circa 3.000 persone. Particolarmente colpito fu il villaggio Taro, ora parte della città di Miyako (prefettura di Iwate).

Nel 1957 l'Osservatorio Meteorologico Locale di Morioka decise di realizzare un mazzo di 48 karuta (carte da gioco) con le quali insegnare importanti lezioni sui danni causati dagli tsunami. Il gioco non venne mai completato, fino a quando lo scorso anno alcuni studenti della scuola elementare Kuwagasaki della città di Miyako vennero a sapere del gioco e decisero di realizzarne uno per la loro scuola.

Il gioco di carte chiamato "Tsunami Taisaku Iroha Karuta" (津波対策いろはかるた, carte da gioco anti-tsunami) è stato completato lo scorso febbraio ed è diventato molto popolare tra gli studenti, specialmente durante i giorni di pioggia.

Alcuni slogan del gioco originale sono stati adattati in modo da soddisfare le attuali norme di prevenzione dei disastri. Ad esempio, lo slogan della versione originale che recitava: "Quando hai raggiunto un luogo sicuro aspetta per almeno due ore" è diventato "Quando hai raggiunto un luogo sicuro aspetta fino a  quando il pericolo è cessato".

Diciassette slogan sono rimasti invariati, come "Scappa prima che sopraggiunga il panico" e "Non credere agli annunci non ufficiali".

In tutto sono stati realizzati quattordici mazzi di carte da gioco, distribuiti alle 11 classi della scuola ed ad alcuni dopo-scuola locali.

Sasaki Riho, 11 anni, dice: "Ho imparato le parole a memoria perché è divertente giocare con le karuta. Lo slogan 'Non credere alle informazioni basate su voci di corridoio mi piace molto".

Yamashita Fumio, 83 anni, è uno storico degli tsunami che quando faceva le elementari sperimentò un grande tsunami, e venne a conoscenza del piano originale del gioco di carte.  "È importante assorbire la una corretta conoscenza fin quando si è bambini. Il nuovo gioco è pieno del calore e delle considerazioni della fanciullezza", ha detto Yamashita.

Imamura Fumihiko, professore presso la Tohoku University specializzato in dinamiche degli tsunami ha detto: "Sebbene la frequenza di uno tsunami sia bassa, quando se ne verifica uno le conseguenze sono dannose per cose e persone. Imparare a prevenire i danni è una lezione molto importante. Queste carte da gioco sono un ottimo materiale d'insegnamento, perchè si può imparare mentre si esercita l'immaginazione".

Fonte: Mainichi Daily News
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venerdì, 05 ottobre 2007

Vaniglia dal letame: ricercatrice vince Ig Nobel

                      

Yamamoto Mayu (nella foto), ricercatrice giapponese, ha vinto il Premio Ig Nobel per aver scoperto il modo di estrarre una fragranza alla vaniglia dagli escrementi di mucca.

La Yamamoto, 26 anni, ha ricevuto il Premio Ig nobel per la chimica durante una cerimonia che si è svolta ieri presso l'Università di Harvard. E' la dodicesima persona giapponese insignita di un Ig Nobel.

I premi Ig Nobel vengono consegnati ogni anno e sono sponsorizzati dalla rivista "Annali delle Ricerche Improbabili". Nati come parodia dei premi Nobel, vengono assegnati alle scoperte che "prima fanno ridere e poi fanno pensare".

Fonte: Mainichi Shimbun

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giovedì, 20 settembre 2007

Ricercatori nei mausolei imperiali

          

L'Agenzia per la Casa Imperiale ha parzialmente accettato le richieste di accademici che da decenni chiedono di poter ispezionare alcuni mausolei imperiali. L'Agenzia intende permettere a 16 società di archeologi e storici di ispezionare due mausolei imperiali dal febbraio al marzo del prossimo anno.

I mausolei in questione sono quello dell'Imperatore Meiji ((明治天皇 Meiji-tennō,1852-1912) nel quartiere Fushimi di Kyoto e quello dell'Imperatrice Jingū (神功皇后 Jingū Kōgō, 170-269), consorte dell'Imperatore Chūai, che si trova invece a Nara. L'Imperatore Chūai (仲哀天皇, Chūai Tennō), di cui s'ingnora la data di nascita, sarebbe il 14° Imperatore del Giappone, mentre l'Imperatore Emperor Meiji è il 124°. Il primo leggendario Imperatore del Giappone è Jinmu (神武天皇 Jinmu Tennō, 711-585 a.C.).
    
Il mausoleo dell'Imperatore Meiji si trova nel sito del castello di Fushimi, costruito da Toyotomi Hideyoshi (1537-1598); quello dell'Imperatrice Jingū è un tumulo di tipo kofun costruito tra il terzo e l'ottavo secolo d.C.

L'Agenzia per la Casa Imperiale da decenni non permette agli studiosi di visitare le tombe imperiali e i mausolei che secondo l'Agenzia non sono semplici beni culturali, ma luoghi di rituali imperiali. Giusto la scorsa settimana l'Agenzia aveva ripreso un suo impiegato per aver alterato una voce dell'enciclopedia online Wikipedia secondo la quale l'Agenzia non permette l'accesso alle tombe imperiali per paura che i ricercatori possano venire a conoscenza di fatti che minerebbero l'intero sistema imperiale giapponese.

Lo scorso gennaio l'Agenzia ha modificato alcune sue regole interne sulla manutenzione delle tombe imperiali e ha deciso di accettare le ispezioni di ricercatori dopo aver attentamente analizzato lo scopo delle loro ricerche. Saranno ammessi non solo storici, ma ricercatori di ogni disciplina. Non saranno comunque permessi scavi.

Sono 896 in tutto le tombe, i mausolei, e altri siti imperiali gestiti e controllati dall'Agenzia.

Fonte: Kyodo News
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categorie: archeologia - 考古学, famiglia imperiale - 皇室, religione - -宗教, scienza - 科学
domenica, 02 settembre 2007

Gundam da 30 milioni di yen

                         

Un modellino del popolare Gundam realizzato in puro platino del valore di 30 milioni di yen (circa € 188.400) è stato esposto in una gioielleria di Nagoya.

Il modellino del personaggio dell'anime Mobile Suit Gundam, trasmesso per la prima volta nel 1979 e tuttora molto popolare, è stato esposto presso la gioielleria Tanaka Kikinzoku. E' stato realizzato dalla stessa gioielleria in collaborazione con la più importante industria di giocattoli giapponese, la Bandai.

Il Gundam di platino è alto 12,5 cm e pesa 1,4 kg. E' composto da 89 pezzi, e dal momento che il platino è più pesante dell'oro il processo di realizzazione del modellino è stato piuttosto impegnativo.

Sebbene il modellino non sia ufficialmente in vendita, la gioielleria lo ha stimato per un valore di 30 milioni di yen. Sarà esposto a Nagoya fino al 3 settembre, per poi partire alla volta delle gioiellerie della Tanaka Kikinzoku in Osaka e Tokyo.

Fonte: Mainichi Daily News
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categorie: curiosità, anime - アニメ, scienza - 科学
martedì, 22 maggio 2007

Allarme per l'innalzamento dei mari


Nella peggiore delle ipotesi, l'innalzamento del livello dei mari previsto da uno studio delle Nazioni Unite, potrebbe interessare più di 10 milioni di cittadini nei tre maggiori centri urbani del Giappone. Lo sostengono alcuni ricercatori giapponesi.

L'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), organismo delle Nazioni Unite che si occupa dei cambiamenti climatici, ha pubblicato all'inizio del mese un dossier che avverte del possibile innalzamento del livello del mare di circa 59 centimetri a partire dalla fine di questo secolo se il riscaldamento globale avanzerà ai livelli attuali.

Mimura Nobuo, prefessore presso l'Ibaraki University e membro dell'Ipcc, ha simulato l'impatto di tale innalzamento dei mari nelle aree di Tokyo, Osaka, e Nagoya.

Il suo team ha dimostrato che con un livello del mare alto 59 centimetri in più, basterebbero delle onde di marea provocate da un tifone per sommergere un'area di 1.300 kilometri quadrati.

Mimura insiste sull'adozione di misure preventive dal momento che il riscaldamento globale sta procedendo ad un ritmo allarmante. Aggiunge anche che in Giappone le attuali misure di controllo dei disastri non tengono in considerazione l'innalzamento del livello dei mari, e che si dovrebbe subito procedere ad una modifica di tali misure.

Fonte: NHK
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categorie: ambiente - 自然環境, scienza - 科学, società - 社会
domenica, 20 maggio 2007

Facce diverse, emoticon diversi


La cultura è un fattore importante nel determinare se una persona guarda negli occhi il suo interlocutore (o chi sta baciando) per interpretare le sue espressioni facciali. E' il risultato di un nuovo studio.

Masaki Yuki, studioso del comportamento umano presso la Hokkaido University, afferma che in Giappone le persone tendono a guardare dritte negli occhi per cogliere qualche indizio rivelatore di emozioni, mentre gli americani tendono a guardare di più la bocca. Questo perchè i giapponesi in presenza di altre persone cercano di reprimere le proprie emozioni più degli americani. In ogni caso gli occhi sono molto più difficili da controllare rispetto alla bocca, per cui un giapponese riesce a cogliere più indizi circa lo stato emotivo di una persona dagli occhi anche se questa cerca di nascondere in tutti i modi le proprie emozioni.

Come un normale ragazzo nato e cresciuto in Giappone, Yuki era affascinato dalle immagini delle celebrità americane. "I loro sorrisi mi sembravano molto strani", racconta Yuki a Live Science. "Aprivano troppo la loro bocca e alzavano gli angoli della bocca in modo quasi esagerato". I giapponesi evitano di mostrare le loro emozioni, e raramente sorridono o corrugano la bocca, spiega Yuki, perchè la cultura giapponese tende ad enfatizzare l'uniformità, l'umiltà, e la sopressione delle emozioni, caratteristiche queste che servono per promuovere meglio le relazioni umane, così si ritiene.

Così quando Yuki entrò all'università e cominciò a comunicare tramite e-mail con studenti americani, era spesso confuso dal loro uso di emoticon come la faccina sorridente :) o la faccina triste :(. "Mi ci volle un po' prima di capire che erano delle facce!". In Giappone anche gli emoticon enfatizzano gli occhi, come per la faccina allegra (^_^) e la faccina triste (;_;). "Dopo aver visto la differenza tra gli emoticon americani e giapponesi, mi resi conto che le faccine rispecchiavano esattamente i tipici sorrisi americani e giapponesi".

Intrigato dall'argomento, Yuki decise di approfondire il fenomeno. Per prima cosa lui e alcuni suoi colleghi chiesero ad un gruppo di studenti americani e giapponesi di valutare quanti tipi di emoticon felici o tristi conoscevano. Come previsto, gli studenti giapponesi diedero maggior peso agli occhi degli emoticon quando dovevano calibrare emozioni, mentre gli americani diedero più peso alla bocca. Per esempio, i soggetti americani considerarono gli emoticon con gli occhi tristi come faccine felici, più di quanto fecero invece i soggetti giapponesi.

Poi lui e i suoi colleghi modificarono alcune foto di volti reali controllando il grado di felicità, tristezza, o neutralità di occhi e bocca. Di nuovo, i ricercatori scoprirono che i soggetti giapponesi giudicavano le espressioni basandosi più sugli occhi che sulla bocca, mentre gli americani considerano solo l'espressione della bocca.  Interessante notare tuttavia che sia gli americani che i giapponesi tendevano a classificare le facce con gli "occhi felici" come neutri o tristi. Questo perchè i muscoli che si flettono intorno agli occhi in un sorriso genuino sono gli stessi attivi anche nella tristezza, dice James Coan, psicologo presso l'Università della Virginia, non coinvolto nelle ricerche di Yuki.

Ricercatori hanno dimostrato che i muscoli espressivi intorno agli occhi forniscono indizi chiave circa la genuinità delle emozioni di una persona. Poichè i giapponesi tendono a focalizzare l'attenzione sugli occhi sono in grado meglio degli americani di percepire i reali sentimenti di una persona.

Sebbene questa potrebbe sembrare una capacità davvero utile, ha comunque dei potenziali lati negativi, come spiega Yuki: "Vorresti davvero sapere se il sorriso di un amico, della persona che ami, o del tuo capo sia genuino? In alcuni contesti, specialmente negli Stati Uniti, forse sarebbe meglio non saperlo affatto e restare nel dubbio".

Fonte: LiveScience
postato da keridabea alle ore 19:10 | link | commenti
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A proposito di questo blog: sono appassionata di tutto ciò che riguarda il Giappone, e per comprendere e amare (e perché no, detestare in alcuni casi) questo paese, è necessario conoscere cosa succede giorno per giorno nel meraviglioso e magico mondo del Sol Levante. Sui nostri giornali e in TV si sente poco parlare del Giappone, e spesso si tratta di news sulle stranezze dei giapponesi, o sbaglio? In questo blog posto solo news che gli altri non vi dicono! Gli articoli e le foto (quando non scritto esplicitamente) sono prese in giro per il web, in particolare da quotidiani e agenzie di stampa giapponesi. La fonte è sempre citata. ***TUTTI GLI ARTICOLI (dall'inglese o dal giapponese) SONO TRADOTTI DA ME (salvo diversa indicazione)*** Buona lettura! (Nella foto l'attrice Ueno Juri)

Le news presenti nel blog non sono una mera traduzione della notizia originale, ma spesso sono frutto di ulteriori ricerche e approfondimenti da me effettuati. Il materiale presente nel blog può essere copiato purché, nel RISPETTO DEL LAVORO ALTRUI, VENGA SEMPRE CITATA LA FONTE.
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