ニュース News dal Giappone 日本

Un piccolo spazio per essere informati sul meraviglioso e magico mondo del Sol Levante!
sabato, 22 dicembre 2007

Il completo che si lava sotto la doccia e non si stira!

Non avete tempo per portare il vostro completo in tintoria? Allora lavatelo comodamente a casa vostra sotto la doccia!

I completi lavabili a mano sono già disponibili, ma l'azienda di abbigliamento Konaka (コナカ) garantisce che la sua linea di completi "Shower Clean" (シャワークリーンスーツ) possono essere facilmente lavabili sotto la doccia di casa e non richiedono stiratura.

La linea di completi sarà disponibile a partire da febbraio 2008.

Sul sito della Konaka si trovano le istruzioni per pulire il completo: rigirare al contrario la giacca e i pantaloni, appenderli ad una stampella, lavarli con il getto d'acqua tiepida per due minuti per pulire l'interno. Ripetere il processo per pulire la parte esterna. Lasciare asciugare all'aria. 

La Konaka ha pensato il completo "per gli studenti universitari in cerca di occupazione che devono sostenere parecchi colloqui di lavoro e per i giovani uomini d'affari che abitano da soli", dice Tsuchiya Shigeyuku, impiegato della Konaka. "Spesso gli studenti e i giovani uomini d'affari non hanno il tempo per portare i propri completi in tintoria e per loro è difficile stirarli correttamente. I nostri completi dopo la doccia tornano alla loro forma originaria in modo facile".

I completi, disponibili sia per uomo che per donna, saranno venduti ad un prezzo compreso tra 29.400 yen (circa 180 €) e 55.650 yen (circa 340 €).

La Konaka ha 320 negozi sparsi per la nazione.

Fonte: Mainichi Daily News
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categorie: curiosità, moda - ファッション, tecnologia - テクノロジー
mercoledì, 07 novembre 2007

Il reggiseno amico dell'ambiente

                     

Chi l'ha detto che l'eco-sostenibile non può essere sexy?

Dopo la borsa-reggiseno e il reggiseno scaldabile al microonde , la Triumph International Japan ha presentato oggi un nuovo modo di salvare il pianeta e mettere in mostra il seno: il reggiseno con bacchette incorporate.

I giapponesi consumano circa 25 miliardi di bacchette di legno (hashi) all'anno, molte delle quali realizzate riciclando altre bacchette, ma il crescente aumento della consapevolezza ambientale sta spingendo i consumatori a combattere questa cultura dell' usa e getta.

"Si tratta di un piccolo oggetto, ma dal momento che molte bacchette giapponesi sono usa e getta, vengono ogni hanno abbattuti troppi alberi" ha detto Shinta Hiromi, portavoce della Triumph.

Il concetto del reggiseno, con un paio di bacchette smontabili incorporate, ha come tema una tavola apparecchiata alla giapponese: la coppa destra consiste in una tazza di riso, la coppa sinistra in una tazza di miso shiru (味噌汁, zuppa di miso), e le bacchette vanno tra le coppe.

Fondine fatte di stoffa e poste ai lati delle coppe, hanno il duplice scopo di alloggiare le bacchette quando non si mangia e spingere il petto per sollevare e avvicinare i seni.

"E' facile dimenticare di portare con sé le bacchette, ma se sono sempre con te, è molto più pratico", dice la modella Ishida Yuko mentre indossa e mostra il reggiseno.

Negli ultimi anni la Triumph International Japan ha lanciato il "No! Rejibukuro bura" (No!レジ袋ブラ) il reggiseno che diventa borsa per la spesa (per minimizzare il consumo delle buste di plastica, rejibukuro) e il "Warmbiz bra" (ウォームビズブラ) il reggiseno che può essere scaldato al microonde (per minimizzare il consumo di energia d'inverno).

Fonte: Reuters
Vedi video

Per saperne di più: Campagna My Hashi My Heart

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categorie: curiosità, ambiente - 自然環境, moda - ファッション, società - 社会
domenica, 28 ottobre 2007

Tabi? No! Scarpe infradito!

                  

Un paio di comode scarpe sono assolutamente necessarie per sopravvivere nelle affollate strade di Tokyo. Per questo, donne, scordatevi le Manolo e le Louboutin!

Non bisogna sacrificare metà del proprio stipendio con scarpe di lusso e la salute dei vostri piedi con 12 cm di tacco per fare impressione. Nel 21° secolo chi bella vuole apparire non dovrebbe affatto soffrire. È per questo che sono nate le innovative scarpe Jikatabi della Sou Sou.

Questo tipo di scarpe sono ispirate ai tradizionali calzini tabi (provvisti di un intaglio che separa l'alluce dalle altre dita del piede) realizzati per essere indossati con i sandali geta. La Sou Sou di Kyoto ha sfornato diversi modelli di Jikatabi con dozzine di motivi colorati.

Le scarpe sono realizzate in cotone con una suola di gomma per dare supporto, controllo, e comodità. Indossatele con un paio di legging o con i jeans stretti che vanno di moda in questo periodo e attirerete più sguardi che con un paio di scarpe firmate.

Non dimenticate la regola numero uno della moda: non importa cosa indossi, ma come lo indossi!

Le scarpe Jikatabi sono disponibili sul sito (solo in giapponese) della Sou Sou. Il prezzo dipende dal modello.

Fonte: Japan Today

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categorie: curiosità, donne - 女性, moda - ファッション
giovedì, 11 ottobre 2007

Chi ha introdotto la divisa alla marinara in Giappone?

   

In questi giorni è nata un'accesa controversia sull'origine dell'uniforme alla marinara, icona delle divise scolastiche studentesse giapponesi. Una scuola di Kyoto reclama infatti di aver introdotto la divisa alla marinara un anno prima di un'altra scuola di Fukuoka, che a lungo è stata ritenuta la pioniera di questo capo d'abbigliamento.

Finora la Fukuoka Jo Gakuin, che ha introdotto la divisa alla marinara nel 1921, è stata ritenuta l'inventrice dell'uniforme. Tuttavia la Heian Jogakuin St Agnes School, situata a Kyoto, dice di aver introdotto l'uniforme alla marinara nel 1920. Per il momento la Fukuoka Jo Gakuin non si dà per vinta, e afferma che lo stile delle attuali uniforme delle studentesse giapponesi è basato sulle divise introdotte dalla scuola negli anni'20.

La controversia è nata quando la più grande ditta produttrice di uniformi scolastiche, la Tombow, ha condotto delle ricerche sulle storie delle scuole per una mostra sulle uniformi scolastiche, scoprendo che che la Heian Jogakuin aveva adottato nel 1920 un'uniforme ad un pezzo unico con un colletto alla marinara. "Sappiamo quando è stata introdotta la nostra divisa, ma non non eravamo a conoscenza che si trattava della prima volta in Giappone", ha affermato un rappresentate della Heian Jogakuin.

La Heian Jogakuin ha aperto nel 1875, provvedendo all'istruzione dall'asilo fino all'università. Non è chiaro in che modo le divise alla marinara siano state adottate dall'istituto, ma al tempo divennero talmente popolari che divennero una delle ragioni principali per le quali gli studenti s'iscrivevano ai suoi corsi universitari. La divisa negli anni divenne un blazer, ma lo scorso anno l'istituto reintrodusse la divisa alla marinara per le scuole medie.

D'alta parte la Fukuoka Jo Gakuin aprì i battenti nel 1885. La preside della scuola, la missionaria americana Elizabeth Lee, pensò di usare una divisa alla marinara nel 1917, e l'uniforme venne ufficialmente introdotta nella scuola nel 1921. L'uniforme prevedeva una gonna a pieghe simile a quelle attuali. Nel 1980 l'uniforme della Fukuoka Jo Gakuin venne presentata come la prima divisa alla marinara adottata in Giappone. Nel 2003 la grande industria di giocattoli Takara (ora Tomy) realizzò un portachiavi cn una Licca-chan che indossava l'uniforme della Fukuoka Jo Gakuin.

Dal momento che le scuole private sono in forte competizione tra loro per via del calo delle nascite, molti istituti cercano di attirare studenti con le proprie storie e tradizioni. Un rappresentante della Heian Jogakuin ha detto che la scuola vuole iniziare a promuovere la storia delle sue divise scolastiche. "E' una scoperta che sconvolge la storia delle divise scolastiche. Finora non abbiamo mai pensato a commercializzare nel modo appropriato le nostre tradizioni".

Da parte sua la Fukuoka Jo Gakuin è ferma nel sostenere di aver introdotto per prima la divisa. "Molte scuole hanno introdotto la divisa alla marinara basandosi sulla nostra uniforme".

La Tombow sembra voler salvare la faccia ad entrambe le scuole. "La Heian Jogakuin fu la prima ad introdurre in Giappone un'uniforme scolastica di tipo occidentale. Ma le moderne divise scolastiche alla marinara sono basate sulle uniformi della Fukuoka Jo Gakuin. Si potrebbe dire che entrambe le scuole abbiano in un certo senso il diritto di affermare di aver introdotto le prime uniforme alla marinara in Giappone".

Fonte: Mainichi Daily News
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categorie: curiosità, moda - ファッション, società - 社会, storia - 歴史
sabato, 01 settembre 2007

Moda: lo stile principessa/piccolo diavolo

        

Tra le molte riviste femminili di moda che circolano in Giappone, "Koakuma Ageha" si sta distinguendo per proposte di moda particolarmente audaci. Lanciata nell'ottobre dello scorso anno, Koakuma Ageha tratta di pettinature, trucco, e moda, ed è rivolta ad un pubblico di giovani donne che amano le marche più trendy e che cercano uno stile che attiri gli uomini. Le strade dei maggiori quartieri modaioli di Tokyo come Shinjuku, Shibuya, Roppongi, e Ikebukuro sono affollati di donne che sembrano essere uscite dalle pagine di Koakuma Ageha.

Koakuma Ageha (koakuma significa "piccolo diavolo" e ageha "farfalla notturna") ha un sottotitolo molto esplicito: "Libro di seduzione e desiderio per belle ragazze che vogliono diventare più carine". Sulle pagine della rivista non compaiono solo modelle professioniste, ma anche hostess che lavorano presso gli hostess clubs più alla moda. Le pagine sono ricche di acconciature e tagli di capelli, trucco, tecniche per la manicure, abiti, borse di famosi stilisti e accessori, scarpe, etc. Il tutto caratterizzato da un'avida ricerca per la sensualità e tutto ciò che fa kawaii.

Tre solo gli stili proposti dalla rivista: l'hime-kei ("la principessa"), caratterizzato da morbidi boccoli, corsetti rosa, abitini con balze, e accessori scintillanti fatti di perline e strass; l'age-jo, che deriva dal nome della rivista (Ageha), il verbo mori-ageru significa "gonfiare i capelli" e il termine jo si riferisce alle giovani donne; ed infine lo stile koakuma-kei ("piccolo diavolo"), in riferimento ad uno stile più seducente caratterizzato da capelli biondi, occhi ingranditi dal trucco scuro, e lenti a contatto colorate.

Una delle caratteristiche dello stile age-jo è il mettere in mostra la pelle, indossando, ad esempio, vestiti strappati o scollati che mostrano l'incavo del seno o minigonne che mostrano le gambe. Le donne che preferiscono questo stile sono molto attente alla linea e frequentano spesso i saloni di bellezza perchè essere age-jo significa essere glamour dalla testa ai piedi. Questo tipo di donne vanno in giro con elaborate manicure, gioielli e accessori di marca. Indossano scarpe con tacchi alti adornati con rose o nastrini, e perfino il loro cellulare è decorato con perline, strass, e motivi kawaii come cuori o rose.

Negli anni passati gli stili più di moda erano il mote-kei ("il tipo attraente") e l'aisare-kei ("il tipo affettuoso"), entrambi usciti dalle pagine di riviste dedicate a giovani donne. In questi giorni il look da "piccolo diavolo" sta attraendo sempre più ragazze stanche dei precedenti look troppo eleganti. Con le elaborate acconciature, il trucco, e gli accostamenti di abiti, lo stile da principessa/piccolo diavolo proposto da Koakuma Ageha sembra legato in qualche modo al fenomeno del cosplay (vestirsi come un personaggio di un manga o di un anime).

Fonte: Trends in Japan

 

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categorie: moda - ファッション
giovedì, 02 agosto 2007

World Cosplay Summit 2007

                

Donne corazzate, uomini con spade, e vampiri biondi hanno affollato ieri la hall del Ministero degli Esteri a Tokyo. Erano fan di anime e manga riuniti per il World Cosplay Summit, evento voluto per promuovere la campagna "Cool Japan" visto l'aumento di ammiratori della cultura pop giapponese in tutto il mondo.

"I manga parlano un linguaggio internazionale" dice Oguri Michio, presidente del quinto raduno di cosplay che quest'anno si tiene nella città di Nagoya. "Ogni anno il nostro raduno riceve sempre più apprezzamenti".

"Cosplay", fenomeno nato in Giappone, nasce dalla combinazione delle parole "costume" e "play". Nel cosplay la gente si veste principalmente come i personaggi degli anime giapponesi, dei manga, e dei video games. In tutto il mondo vengono organizzati festival e raduni per mostrare gli elaborati costumi, i prodotti di ore di lavoro, e condividere passioni comuni.

Quest'anno 14 coppie di 12 nazioni - dalla Danimarca alla Francia, dal Brasile alla Thailandia - hanno superato le selezioni mondiali vincendo biglietti di soggiorno in Giappone. "Fino a cinque anni fa in Danimarca nessuno sapeva cosa fosse un anime o un manga", dice Marie Mortensen, 26 anni, stilista vestita da vampiressa, "Ma ora tutto è cambiato. I manga sono i fumetti più venduti".

Dopo la conferenza stampa cinque squadre hanno visitato il Ministero degli Esteri, uno degli sponsor del Cosplay Summit. Il Ministro degli Esteri Asō Tarō è un appassionato dichiarato di manga e si dice che sia solito leggerli nella sua macchina d'ordinanza quando si reca a qualche appuntamento. Non è a Tokyo in questi giorni perchè partecipa a Manila al meeting dei ministri degli affari esteri asiatici.

Al suo posto i cosplayer hanno incontrato il vice ministro degli esteri, Asano Katsuhito. "Il mio capo è un fanatico dei manga. Deve essere molto dispiaciuto per aver perso questo evento. Quando parliamo di argomenti seri di politica estera non riceviamo questo genere di risposta dai media!".

Fonte: Reuters
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categorie: curiosità, cultura - 文化, moda - ファッション, società - 社会
mercoledì, 04 luglio 2007

Nuotare con l'oro addosso


Avete mai sognato di nuotare...con l'oro? E' in arrivo dal Giappone il costume da bagno realizzato in oro massiccio dal valore di 10 milioni di yen (circa 60.000 €).

Il costume intero pesa circa 500 gr,  è molto accollato davanti e lascia schiena e spalle nude. Farà sicuramente scintillare qualsiasi piscina, ma i suoi creatori avvertono che il prezioso costume non è stato creato per nuotare.

Prodotto dalla Tanaka Kinkinzoku, la più grande azienda giapponese che tratta in metalli preziosi, e lo stilista Izukura Akihiko, il costume non è ancora in vendita, ma un vestito coordinato con il costume sarà messo presto sul mercato per 30 milioni di yen.

Tanaka Masakazu, Direttore Esecutivo della Tanaka Kinkinzoku, ha dichiarato che per realizzare il capo d'abbigliamento sono stati utilizzati fibre d'oro più fini di un capello umano. "La nostra idea era quella di adornare il corpo di una donna in modo molto elegante con dei gioielli. Alla fine abbiamo avuto l'idea del costume d'oro".

Il Giappone, dove risiede il 40% dei beni di lusso mondiali, è noto anche per altre stravaganze, come vasche da bagno realizzate in oro massiccio e fiocchi d'oro da mangiare sul riso.

La modella Olga Hlameeva che ha indossato il costume per la sua presentazione presso la gioielleria Ginza Tanaka ha detto: "E' meglio che indossare milioni di diamanti...è come nuotare nell'oro!".

Fonte: Reuters
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categorie: moda - ファッション, società - 社会
mercoledì, 04 luglio 2007

Problemi di guardaroba per il nuovo Ministro della Difesa


Il giorno dopo essere stata nominata Ministro della Difesa, l'ex presentatrice tv Koike Yuriko ha dichiarato oggi di essere preoccupata di come vestirsi.

Koike, 54 anni, è stata nominata Ministro dopo che il suo predecessore, Kyuma Fumio,  ha rassegnato le dimissioni per il vespaio di polemiche suscitato da un suo commento sul bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki.

"Dopo essere stata incaricata presso il Palazzo Imperiale, sarò accolta da una guardia d'onore di benvenuto presso il Ministero della Difesa", ha detto ai giornalisti. "In quest'occasione gli uomini indossano un completo, ma sono un po' confusa sul cosa indossare visto che sono la prima donna a ricevere un picchetto d'onore", ha aggiunto la Koike, che indossava un completo bianco.

Koike, già consigliere speciale di Abe per la sicurezza nazionale, è anche nota in Giappone per il suo interesse per la moda.

Come Ministro dell'Ambiente, nel 2005 fu la promotrice della campagna "cool biz", attraverso la quale s'incoraggiavano gli impiegati a vestirsi leggeri in ufficio per risparmiare sull'uso dei condizionatori e contribuire così a combattere il riscaldamento globale. In quell'occasione la Koike presentò anche una sfilata in cui i ministri del gabinetto dell'allora premier Koizumi facevano da modelli.

Fonte: Reuters
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categorie: moda - ファッション, politica - 政治
giovedì, 29 marzo 2007

Quando la moda (e non solo) è kawaii


Vestite in ghingheri come vuole la moda del momento -- fluttuanti capelli ondulati, tacchi alti e minigonna -- migliaia di ragazze si sono unite in pellegrinaggio con una sola parola come mantra: kawaii.

In soli quattro anni dalla sua inaugurazione la Tokyo Girls Collection -- uno show di moda che più che ad una sfilata somiglia ad un vero e proprio spettacolo -- è diventata rapidamente un evento unico per ragazze e giovani donne sempre attente a tutto ciò che è trendy e soprattutto molto influenzabili da un punto di vista economico.

La Tokyo Girls Collecion, che si svolge poco prima della Settimana della Moda di Tokyo, si distingue perchè mette in mostra la moda di strada, quella che le vere ragazze di Tokyo vestono.

Circa 22000 ragazzine --poche delle quali superavano i 20 anni-- si sono radunate lo scorso 3 marzo per assistere allo show  presso la Yokohama Arena, e si sono letteralmente messe ad urlare l'orologio rosa ha dato il via alle sfilate. 

Alcune fans hanno viaggiato durante la notte per assistere all'evento, che dura solo un giorno, dove minigonne, gambe magre e calze sexy erano di tutti i tipi. Le compagnie hanno permesso alle ragazze di registrarsi online per comprare i vestiti che vedevano sfilare in passerella, riuscendo a vendere di tutto, dalla biancheria intima ai cellulari alle gomme da masticare.

"Non possiamo fare a meno di urlare quando vediamo dal vivo le modelle", dice la 23enne Uchiyama Saori.

La sua amica, stessa età, Saito Mie, jeans attillati e stivali rossi, interviene chiedendosi: "Perchè appaino così carine quando indossano quello che indosso anche io?!".

"Carino"-- o kawaii in giapponese -- è la parola chiave del Tokyo Girls Collection. Saori e Mie non riescono nemmeno a ricordare quante volte hanno urlato questa parola durante lo show.

"Lei dice 'kawaii' per qualsiasi cosa!!" afferma Kidoguchi Moyuki a proposito della figlia 18enne, Tomomi che ha accompagnato allo spettacolo. "A volte credo che mia figlia usi questa parola nel modo sbagliato".

Per gli esperti di business, il "carino" in Giappone si è trasformato in una forza con un potere non indifferente sull'economia e anche sull'identità nazionale. 

Il kawaii si può vedere ovunque,  dalle strade modaiole di Shibuya e Harajuku al successo fenomenale di Hello Kitty, che ha iniziato nel 1974 come una semplice gattina senza bocca su un portamonete, e che ora è diventata la quintessenza delle esportazioni giapponesi nel resto del mondo, apparendo su più di 50000 prodotti in 60 nazioni.

Kurita Nobuyoshi, professore di sociologia  presso la Musashi University di Tokyo, ha studiato il fenomeno "kawaii", e afferma che il termine può anche implicare gli aggettivi "accettabile" o "desiderabile".

"Minnie o Hello Kitty rappresentano tutto ciò che è 'kawaii'. Sono personaggi che non resistono nè si oppongono. Non mostrano i loro sentimenti o le loro oopinioni, ma nonostante questo sono accettate e disiderate perchè sono un 'pacchetto' amabile. Proprio come lo sono le modelle di oggi", dichiara.

Il fenomeno kawaii mostra anche la delicata transizione dei ruoli sessuali in Giappone, agli ultimi posti tra i paesi sviluppati in materia di studi sull'uguaglianza femminile.

La popolazione giapponese non cresce, palesando una futura crisi demografica dato anche l'alto numero di donne che preferiscono rimanere single. "Oggigiorno in Giappone molte persone riescono a laurearsi indipendentemente dal sesso. Quanche decennio fa le donne hanno dovuto lottare duramente per farcela in un mondo dominato dai maschi", dice Kurita. "Tuttavia queste stesse donne ora hanno difficoltà ad abbracciare cose tradizionali come il matrimonio. E i media scrivono di loro come se fossere delle perdenti in amore".

Kawaii è diventata la chiave per le donne con istruzione superiore e successo lavorativo.

"Le giovani donne soprattutto riescono a sentire i cambiamenti nella società e adeguarsi così che possano essere accettate. Ora essere kawaii è la carta da giocare per sopravvivere", aggiunge il professore.

Come visto per il successo di Hello Kitty, l'industria del kawaii può anche forgiare una nuova identità per l'intero Giappone. Il Giappone è diventato da solo la seconda potenza economica mondiale fabbricando prodotti, strategia ora usata in paesi emergenti come ad esempio la Cina.

"L'Europa era una società industriale alcuni secoli fa e gradualmente è evoluta in una società culturale. Ciò che rappresenta oggi l'Europa non sono le macchine o i prodotti elettronici, ma Louis Vuitton, Gucci e Chanel. Il Giappone sta percorrendo ora questo percorso a passo svelto. Il Giappone ha iniziato a capire che è difficile mantenere la sua potenza a livello industriale con altri paesi asiatici che stanno emergendo come la Cina, la Corea del Sud e l'India".

Anche le case di moda l'hanno capito -- a loro modo.

Alba Rosa Japan, una delle marche presenti alla Tokyo Girls Collection, è diventata una delle marche più popolari come pioniera del "look da spiaggia", esibito nel quartiere Shibuya di Tokyo da giovani ragazzine abbronzate, coi capelli decolorati e truccate in modo eccentrico e sgargiante.

"Questo mostra come il Giappone inizia ad avere idee della moda più libere e audaci" dice il presidente della Alba Rosa Japan, Akamatsu Shin, a proposito del look da spiaggia. "Fino a qualche tempo fa le donne giapponesi hanno considerato la moda come una sorta di uniforme a seconda di ciò che facevano. Se lavori indossi un tallier con una gonna. Se vai fuori indossi un tubono nero o qualcosa del genere. Ma ora, hanno iniziato ad esprimere se stesse con la moda", aggiunge.

Ma la moda kawaii può essere più complicata quando si tratta di marketing di massa. "Credo che l'essere kawaii sia un'espressione di accettazione. Le persone usano quest'aggettivo d'istinto per dire che sono d'accordo con qualcosa o che piace loro qualcosa. E' come una specie di metro personale ed è difficile per le marche d'abbigliamento oggi ottenere popolarità collettiva".

Ma Akamatsu è fiducioso che kawaii rappresenterà il futuro della moda giapponese attraverso eventi quali la Tokyo Girls Collection, una versione della quale si è svolta a Parigi lo scorso anno e che questo mese raggiungerà Pechino. 

"Dobbiamo avere più fiducia nel nostro essere giapponesi e nella nostra moda. Abbiamo il potenziale per fare apprezzare la moda giapponese all'estero come sono apprezzati le nostre macchine, i nostri prodotti elettronici, e il cinema d'animazione".

Fonte: AFP

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categorie: moda - ファッション, società - 社会
mercoledì, 28 febbraio 2007

Tsuchiya Anna, è davvero come sembra?


E' davvero difficile riuscire ad interpretare Tsuchiya Anna. La 22enne cantante/attrice nippo-americana ha coltivato un'immagine punk attraverso la musica e i film, soprattutto nel suo film di debutto, “Shimotsuma monogatari”  (Kamikaze Girls, 2004), nel quale interpreta il ruolo di una triviale e rude motociclista. Tuttavia la stessa Tsuchiya confessa che questa immagine non le si addice del tutto.

“La gente ha di me quest'immagine spaventosa solo perchè dall'aspetto sembro una punk. Ma, credetemi, riuscirò a cambiare questa idea sbagliata. Il rock e il punk non hanno nulla a che vedere con l'odio. Credo di essere come la maggior parte delle persone nel voler cambiare...e allo stesso tempo mi diverto anche. La ragione per la quale ho girato 'Shimotsuma' è perchè volevo raccontare alla società che le persone che s'indentificano con quella sotto-cultura, non lo fanno perchè sono cattive".

Nata da madre giapponese e padre americano, Anna è cresciuta in Giappone senza pensare all'idea di entrare nello show bisiness. "Volevo diventare una ballerina di Disneyland o un'allenatrice di delfini, ma a mia madre non piaceva l'idea". A 14 anni ha iniziato la sua carriera di modella per marche di abbigliamento come UNIQLO e Edwin prima di sfondare nel mondo musicale nel 2002 nel duo rock di breve durata Spin Aqua.

Tsuchiya ammette che il suo inglese è piuttosto arrugginito, ma che se la cava nella comprensione. Tuttavia canta e compone le canzoni in inglese. "Prima penso al testo in giapponese, e dopo traduco il tutto in inglese", spiega. "Per quanto riguarda il canto, penso che l'inglese abbia una più ambia gamma di sfumature per esprimere i motivi delle mie canzoni".

I temi delle sue canzoni, come si può intuire da brani come “Taste My Beat”,  “Slap That Naughty Boy”,  “Strip me?”,  “Rose “, "Kuroi Namida” e “Lucy” (queste ultime tre figurano nella colonna sonora del popolarissimo anime NANA), sono spesso cupi. "Una delle cose che mi piace di NANA è che ha contribuito ad immettere il punk rock nel mainstream. I giovani di oggi non conoscono gruppi come Aerosmith, Guns N’ Roses o Queen nella loro piena gloria, e forse hanno un'idea sbagliata della loro musica. Il rock riguarda innanzitutto l'espressione personale delle più complicate e profonde emozioni. NANA mi ha dato l'opportunità di cantare canzoni che non sono solo dolci e felici. Non c'è bisogno di nascondersi: c'è sempre del buono nel male, per questo tendo a cantare canzoni che sono cupe e sensuali. E' che esteticamente trovo la vera bellezza nell'intensità nude e crude", dice Tsuchiya, che ha anche inciso brani con musicisti di band del calibro di Guns N’ Roses, Limp Bizkit e Nine Inch Nails. 

Questi sono giorni di duro lavoro per la Tsuchiya. E' appena rientrata dalla Germania, dove ha presentato al Festival del Cinema di Berlino il suo ultimo film, “Sakuran” (basato sull'omonima serie di manga, “Sakuran”, ambientato durante il periodo Edo, racconta la storia di una giovane ragazza, interpretata dalla Tsuchiya, che viene venduta in un bordello e crescendo diventa una famosa cortigiana). 

Tuttavia, la Tsuchiya dice che la musica rimane il suo primo amore. "Continuerò a fare film, ma non aspiro a diventare una grande star o qualcosa del genere. Spero solo di essere fortunata almeno nel fare ciò che amo. Non penso nemmeno che tutto ciò sia una lavoro. Mi dispiace davvero quando vedo tante persone nella società che sembrano non avere sogni o ambizioni".

Anna conduce una vita frenetica, cercando di bilancare il suo lavoro con il suo impegno più importante, il figlio Sky, due anni. "Riesco a cavarmela con tre ore di sonno a notte, e cerco di condurre una vita sana. Mi piace mangiare pesce, verdura, e ananas. Non mangio cibi spazzatura, ma mi piace bere tequila". Quando ha un po' di tempo libero, Anna si diverte a giocare a basket e saltare la corda. "Mi piace anche cucinare. A guardarmi non si direbbe, vero?".

Fonte: Japan Today

Sito Ufficiale di Tsuchiya Anna

postato da keridabea alle ore 20:43 | link | commenti
categorie: cinema- 映画, moda - ファッション, musica - 音楽

Chi sono

Blogger: keridabea
Nome: Bea
A proposito di questo blog: sono appassionata di tutto ciò che riguarda il Giappone, e per comprendere e amare (e perché no, detestare in alcuni casi) questo paese, è necessario conoscere cosa succede giorno per giorno nel meraviglioso e magico mondo del Sol Levante. Sui nostri giornali e in TV si sente poco parlare del Giappone, e spesso si tratta di news sulle stranezze dei giapponesi, o sbaglio? In questo blog posto solo news che gli altri non vi dicono! Gli articoli e le foto (quando non scritto esplicitamente) sono prese in giro per il web, in particolare da quotidiani e agenzie di stampa giapponesi. La fonte è sempre citata. ***TUTTI GLI ARTICOLI (dall'inglese o dal giapponese) SONO TRADOTTI DA ME (salvo diversa indicazione)*** Buona lettura! (Nella foto l'attrice Ueno Juri)

Le news presenti nel blog non sono una mera traduzione della notizia originale, ma spesso sono frutto di ulteriori ricerche e approfondimenti da me effettuati. Il materiale presente nel blog può essere copiato purché, nel RISPETTO DEL LAVORO ALTRUI, VENGA SEMPRE CITATA LA FONTE.
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