Non avete tempo per portare il vostro completo in tintoria? Allora lavatelo comodamente a casa vostra sotto la doccia!La Konaka ha pensato il completo "per gli studenti universitari in cerca di occupazione che devono sostenere parecchi colloqui di lavoro e per i giovani uomini d'affari che abitano da soli", dice Tsuchiya Shigeyuku, impiegato della Konaka. "Spesso gli studenti e i giovani uomini d'affari non hanno il tempo per portare i propri completi in tintoria e per loro è difficile stirarli correttamente. I nostri completi dopo la doccia tornano alla loro forma originaria in modo facile".

"Si tratta di un piccolo oggetto, ma dal momento che molte bacchette giapponesi sono usa e getta, vengono ogni hanno abbattuti troppi alberi" ha detto Shinta Hiromi, portavoce della Triumph.
Il concetto del reggiseno, con un paio di bacchette smontabili incorporate, ha come tema una tavola apparecchiata alla giapponese: la coppa destra consiste in una tazza di riso, la coppa sinistra in una tazza di miso shiru (味噌汁, zuppa di miso), e le bacchette vanno tra le coppe.
Fondine fatte di stoffa e poste ai lati delle coppe, hanno il duplice scopo di alloggiare le bacchette quando non si mangia e spingere il petto per sollevare e avvicinare i seni.
"E' facile dimenticare di portare con sé le bacchette, ma se sono sempre con te, è molto più pratico", dice la modella Ishida Yuko mentre indossa e mostra il reggiseno.
Negli ultimi anni la Triumph International Japan ha lanciato il "No! Rejibukuro bura" (No!レジ袋ブラ) il reggiseno che diventa borsa per la spesa (per minimizzare il consumo delle buste di plastica, rejibukuro) e il "Warmbiz bra" (ウォームビズブラ) il reggiseno che può essere scaldato al microonde (per minimizzare il consumo di energia d'inverno).
Fonte: Reuters
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Per saperne di più: Campagna My Hashi My Heart


In questi giorni è nata un'accesa controversia sull'origine dell'uniforme alla marinara, icona delle divise scolastiche studentesse giapponesi. Una scuola di Kyoto reclama infatti di aver introdotto la divisa alla marinara un anno prima di un'altra scuola di Fukuoka, che a lungo è stata ritenuta la pioniera di questo capo d'abbigliamento.
Finora la Fukuoka Jo Gakuin, che ha introdotto la divisa alla marinara nel 1921, è stata ritenuta l'inventrice dell'uniforme. Tuttavia la Heian Jogakuin St Agnes School, situata a Kyoto, dice di aver introdotto l'uniforme alla marinara nel 1920. Per il momento la Fukuoka Jo Gakuin non si dà per vinta, e afferma che lo stile delle attuali uniforme delle studentesse giapponesi è basato sulle divise introdotte dalla scuola negli anni'20.
La controversia è nata quando la più grande ditta produttrice di uniformi scolastiche, la Tombow, ha condotto delle ricerche sulle storie delle scuole per una mostra sulle uniformi scolastiche, scoprendo che che la Heian Jogakuin aveva adottato nel 1920 un'uniforme ad un pezzo unico con un colletto alla marinara. "Sappiamo quando è stata introdotta la nostra divisa, ma non non eravamo a conoscenza che si trattava della prima volta in Giappone", ha affermato un rappresentate della Heian Jogakuin.
La Heian Jogakuin ha aperto nel 1875, provvedendo all'istruzione dall'asilo fino all'università. Non è chiaro in che modo le divise alla marinara siano state adottate dall'istituto, ma al tempo divennero talmente popolari che divennero una delle ragioni principali per le quali gli studenti s'iscrivevano ai suoi corsi universitari. La divisa negli anni divenne un blazer, ma lo scorso anno l'istituto reintrodusse la divisa alla marinara per le scuole medie.
D'alta parte la Fukuoka Jo Gakuin aprì i battenti nel 1885. La preside della scuola, la missionaria americana Elizabeth Lee, pensò di usare una divisa alla marinara nel 1917, e l'uniforme venne ufficialmente introdotta nella scuola nel 1921. L'uniforme prevedeva una gonna a pieghe simile a quelle attuali. Nel 1980 l'uniforme della Fukuoka Jo Gakuin venne presentata come la prima divisa alla marinara adottata in Giappone. Nel 2003 la grande industria di giocattoli Takara (ora Tomy) realizzò un portachiavi cn una Licca-chan che indossava l'uniforme della Fukuoka Jo Gakuin.
Dal momento che le scuole private sono in forte competizione tra loro per via del calo delle nascite, molti istituti cercano di attirare studenti con le proprie storie e tradizioni. Un rappresentante della Heian Jogakuin ha detto che la scuola vuole iniziare a promuovere la storia delle sue divise scolastiche. "E' una scoperta che sconvolge la storia delle divise scolastiche. Finora non abbiamo mai pensato a commercializzare nel modo appropriato le nostre tradizioni".
Da parte sua la Fukuoka Jo Gakuin è ferma nel sostenere di aver introdotto per prima la divisa. "Molte scuole hanno introdotto la divisa alla marinara basandosi sulla nostra uniforme".

Koakuma Ageha (koakuma significa "piccolo diavolo" e ageha "farfalla notturna") ha un sottotitolo molto esplicito: "Libro di seduzione e desiderio per belle ragazze che vogliono diventare più carine". Sulle pagine della rivista non compaiono solo modelle professioniste, ma anche hostess che lavorano presso gli hostess clubs più alla moda. Le pagine sono ricche di acconciature e tagli di capelli, trucco, tecniche per la manicure, abiti, borse di famosi stilisti e accessori, scarpe, etc. Il tutto caratterizzato da un'avida ricerca per la sensualità e tutto ciò che fa kawaii.
Tre solo gli stili proposti dalla rivista: l'hime-kei ("la principessa"), caratterizzato da morbidi boccoli, corsetti rosa, abitini con balze, e accessori scintillanti fatti di perline e strass; l'age-jo, che deriva dal nome della rivista (Ageha), il verbo mori-ageru significa "gonfiare i capelli" e il termine jo si riferisce alle giovani donne; ed infine lo stile koakuma-kei ("piccolo diavolo"), in riferimento ad uno stile più seducente caratterizzato da capelli biondi, occhi ingranditi dal trucco scuro, e lenti a contatto colorate.
Una delle caratteristiche dello stile age-jo è il mettere in mostra la pelle, indossando, ad esempio, vestiti strappati o scollati che mostrano l'incavo del seno o minigonne che mostrano le gambe. Le donne che preferiscono questo stile sono molto attente alla linea e frequentano spesso i saloni di bellezza perchè essere age-jo significa essere glamour dalla testa ai piedi. Questo tipo di donne vanno in giro con elaborate manicure, gioielli e accessori di marca. Indossano scarpe con tacchi alti adornati con rose o nastrini, e perfino il loro cellulare è decorato con perline, strass, e motivi kawaii come cuori o rose.
Negli anni passati gli stili più di moda erano il mote-kei ("il tipo attraente") e l'aisare-kei ("il tipo affettuoso"), entrambi usciti dalle pagine di riviste dedicate a giovani donne. In questi giorni il look da "piccolo diavolo" sta attraendo sempre più ragazze stanche dei precedenti look troppo eleganti. Con le elaborate acconciature, il trucco, e gli accostamenti di abiti, lo stile da principessa/piccolo diavolo proposto da Koakuma Ageha sembra legato in qualche modo al fenomeno del cosplay (vestirsi come un personaggio di un manga o di un anime).
Fonte: Trends in Japan

Donne corazzate, uomini con spade, e vampiri biondi hanno affollato ieri la hall del Ministero degli Esteri a Tokyo. Erano fan di anime e manga riuniti per il World Cosplay Summit, evento voluto per promuovere la campagna "Cool Japan" visto l'aumento di ammiratori della cultura pop giapponese in tutto il mondo.
"I manga parlano un linguaggio internazionale" dice Oguri Michio, presidente del quinto raduno di cosplay che quest'anno si tiene nella città di Nagoya. "Ogni anno il nostro raduno riceve sempre più apprezzamenti".
"Cosplay", fenomeno nato in Giappone, nasce dalla combinazione delle parole "costume" e "play". Nel cosplay la gente si veste principalmente come i personaggi degli anime giapponesi, dei manga, e dei video games. In tutto il mondo vengono organizzati festival e raduni per mostrare gli elaborati costumi, i prodotti di ore di lavoro, e condividere passioni comuni.
Al suo posto i cosplayer hanno incontrato il vice ministro degli esteri, Asano Katsuhito. "Il mio capo è un fanatico dei manga. Deve essere molto dispiaciuto per aver perso questo evento. Quando parliamo di argomenti seri di politica estera non riceviamo questo genere di risposta dai media!".

Avete mai sognato di nuotare...con l'oro? E' in arrivo dal Giappone il costume da bagno realizzato in oro massiccio dal valore di 10 milioni di yen (circa 60.000 €).
Il costume intero pesa circa 500 gr, è molto accollato davanti e lascia schiena e spalle nude. Farà sicuramente scintillare qualsiasi piscina, ma i suoi creatori avvertono che il prezioso costume non è stato creato per nuotare.
Prodotto dalla Tanaka Kinkinzoku, la più grande azienda giapponese che tratta in metalli preziosi, e lo stilista Izukura Akihiko, il costume non è ancora in vendita, ma un vestito coordinato con il costume sarà messo presto sul mercato per 30 milioni di yen.
Tanaka Masakazu, Direttore Esecutivo della Tanaka Kinkinzoku, ha dichiarato che per realizzare il capo d'abbigliamento sono stati utilizzati fibre d'oro più fini di un capello umano. "La nostra idea era quella di adornare il corpo di una donna in modo molto elegante con dei gioielli. Alla fine abbiamo avuto l'idea del costume d'oro".
La modella Olga Hlameeva che ha indossato il costume per la sua presentazione presso la gioielleria Ginza Tanaka ha detto: "E' meglio che indossare milioni di diamanti...è come nuotare nell'oro!".

Il giorno dopo essere stata nominata Ministro della Difesa, l'ex presentatrice tv Koike Yuriko ha dichiarato oggi di essere preoccupata di come vestirsi.
Koike, 54 anni, è stata nominata Ministro dopo che il suo predecessore, Kyuma Fumio, ha rassegnato le dimissioni per il vespaio di polemiche suscitato da un suo commento sul bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki.
"Dopo essere stata incaricata presso il Palazzo Imperiale, sarò accolta da una guardia d'onore di benvenuto presso il Ministero della Difesa", ha detto ai giornalisti. "In quest'occasione gli uomini indossano un completo, ma sono un po' confusa sul cosa indossare visto che sono la prima donna a ricevere un picchetto d'onore", ha aggiunto la Koike, che indossava un completo bianco.

Alcune fans hanno viaggiato durante la notte per assistere all'evento, che dura solo un giorno, dove minigonne, gambe magre e calze sexy erano di tutti i tipi. Le compagnie hanno permesso alle ragazze di registrarsi online per comprare i vestiti che vedevano sfilare in passerella, riuscendo a vendere di tutto, dalla biancheria intima ai cellulari alle gomme da masticare.
La sua amica, stessa età, Saito Mie, jeans attillati e stivali rossi, interviene chiedendosi: "Perchè appaino così carine quando indossano quello che indosso anche io?!".
"Carino"-- o kawaii in giapponese -- è la parola chiave del Tokyo Girls Collection. Saori e Mie non riescono nemmeno a ricordare quante volte hanno urlato questa parola durante lo show.
"Lei dice 'kawaii' per qualsiasi cosa!!" afferma Kidoguchi Moyuki a proposito della figlia 18enne, Tomomi che ha accompagnato allo spettacolo. "A volte credo che mia figlia usi questa parola nel modo sbagliato".
Il kawaii si può vedere ovunque, dalle strade modaiole di Shibuya e Harajuku al successo fenomenale di Hello Kitty, che ha iniziato nel 1974 come una semplice gattina senza bocca su un portamonete, e che ora è diventata la quintessenza delle esportazioni giapponesi nel resto del mondo, apparendo su più di 50000 prodotti in 60 nazioni.
Il fenomeno kawaii mostra anche la delicata transizione dei ruoli sessuali in Giappone, agli ultimi posti tra i paesi sviluppati in materia di studi sull'uguaglianza femminile.
Kawaii è diventata la chiave per le donne con istruzione superiore e successo lavorativo.
"Le giovani donne soprattutto riescono a sentire i cambiamenti nella società e adeguarsi così che possano essere accettate. Ora essere kawaii è la carta da giocare per sopravvivere", aggiunge il professore.
Alba Rosa Japan, una delle marche presenti alla Tokyo Girls Collection, è diventata una delle marche più popolari come pioniera del "look da spiaggia", esibito nel quartiere Shibuya di Tokyo da giovani ragazzine abbronzate, coi capelli decolorati e truccate in modo eccentrico e sgargiante.
"Questo mostra come il Giappone inizia ad avere idee della moda più libere e audaci" dice il presidente della Alba Rosa Japan, Akamatsu Shin, a proposito del look da spiaggia. "Fino a qualche tempo fa le donne giapponesi hanno considerato la moda come una sorta di uniforme a seconda di ciò che facevano. Se lavori indossi un tallier con una gonna. Se vai fuori indossi un tubono nero o qualcosa del genere. Ma ora, hanno iniziato ad esprimere se stesse con la moda", aggiunge.
"Dobbiamo avere più fiducia nel nostro essere giapponesi e nella nostra moda. Abbiamo il potenziale per fare apprezzare la moda giapponese all'estero come sono apprezzati le nostre macchine, i nostri prodotti elettronici, e il cinema d'animazione".
Fonte: AFP

E' davvero difficile riuscire ad interpretare Tsuchiya Anna. La 22enne cantante/attrice nippo-americana ha coltivato un'immagine punk attraverso la musica e i film, soprattutto nel suo film di debutto, “Shimotsuma monogatari” (Kamikaze Girls, 2004), nel quale interpreta il ruolo di una triviale e rude motociclista. Tuttavia la stessa Tsuchiya confessa che questa immagine non le si addice del tutto.
“La gente ha di me quest'immagine spaventosa solo perchè dall'aspetto sembro una punk. Ma, credetemi, riuscirò a cambiare questa idea sbagliata. Il rock e il punk non hanno nulla a che vedere con l'odio. Credo di essere come la maggior parte delle persone nel voler cambiare...e allo stesso tempo mi diverto anche. La ragione per la quale ho girato 'Shimotsuma' è perchè volevo raccontare alla società che le persone che s'indentificano con quella sotto-cultura, non lo fanno perchè sono cattive".
Nata da madre giapponese e padre americano, Anna è cresciuta in Giappone senza pensare all'idea di entrare nello show bisiness. "Volevo diventare una ballerina di Disneyland o un'allenatrice di delfini, ma a mia madre non piaceva l'idea". A 14 anni ha iniziato la sua carriera di modella per marche di abbigliamento come UNIQLO e Edwin prima di sfondare nel mondo musicale nel 2002 nel duo rock di breve durata Spin Aqua.
Questi sono giorni di duro lavoro per la Tsuchiya. E' appena rientrata dalla Germania, dove ha presentato al Festival del Cinema di Berlino il suo ultimo film, “Sakuran” (basato sull'omonima serie di manga, “Sakuran”, ambientato durante il periodo Edo, racconta la storia di una giovane ragazza, interpretata dalla Tsuchiya, che viene venduta in un bordello e crescendo diventa una famosa cortigiana).
Tuttavia, la Tsuchiya dice che la musica rimane il suo primo amore. "Continuerò a fare film, ma non aspiro a diventare una grande star o qualcosa del genere. Spero solo di essere fortunata almeno nel fare ciò che amo. Non penso nemmeno che tutto ciò sia una lavoro. Mi dispiace davvero quando vedo tante persone nella società che sembrano non avere sogni o ambizioni".
Anna conduce una vita frenetica, cercando di bilancare il suo lavoro con il suo impegno più importante, il figlio Sky, due anni. "Riesco a cavarmela con tre ore di sonno a notte, e cerco di condurre una vita sana. Mi piace mangiare pesce, verdura, e ananas. Non mangio cibi spazzatura, ma mi piace bere tequila". Quando ha un po' di tempo libero, Anna si diverte a giocare a basket e saltare la corda. "Mi piace anche cucinare. A guardarmi non si direbbe, vero?".
Fonte: Japan Today