Navigare in internet e guardare la TV possono essere attività banali oppure cose che cambiano la vita, dipende da chi le sta facendo. Per un crescente numero di ragazze internet e TV sono stati determinanti nell'incoraggiarle a diventare maiko, ovvero apprendiste geisha. Sul suo sito la Ookini Zaidan fornisce la descrizione del lavoro che aspetta un'aspirante geisha. Le maiko vivono e lavorano in uno dei cinque kagai, o hanamachi, i quartieri del piacere di Kyoto.
I dati più vecchi attualmente consultabili parlano di 76 maiko a Kyoto nel 1965. A partire dal 1975 ce ne furono solo 28, e il dato si stabilizza dopo il 1985, oscillando da 50 a 80 maiko. Fino al 1955 sembra che a Kyoto ci fossero più di 100 maiko, dice Ito Osamu, un funzionario della Ookini Zaidan, secondo la quale l'interesse dei media per il mondo delle maiko è l'unico responsabile del recente aumento di aspiranti geisha.
Siete alla ricerca di un appuntamento d'amore benedetto dal cielo? Andate in Giappone e chiedete l'aiuto degli dei.Nella versione giapponese del San Valentino le donne sono solite regalare cioccolata al partner, ma anche a colleghi e amici, che ricambiano un mese dopo durante il Giorno Bianco.
Un tempo in Giappone i matrimoni combinati erano la regola, ma oggigiorno ognuno si sceglie il partner che desidera, e ultimamente sono aumentati anche i siti web per gli incontri online. Ma gli esperti di demografia sono preoccupati della tendenza dei giovani che per molto tempo rimangono single a causa della vita movimentata e del prolungato orario lavorativo.
Durante la cerimonia svolta al santuario Kuzuryū, il sacerdote ha prima benedetto i fedeli e poi ha versato sake nelle acque del lago come offerta per gli dei.
Almeno una donna ha però espresso il suo dubbio circa l'effettività della cerimonia. "Oggi stanno pregando molte donne...chissà se la mia preghiera sarà ascoltata", ha detto Kawashima Miki, 32 anni.
La diva pop Kōda Kumi (倖田 來未) ha chiesto ufficialmente scusa per aver dichiarato che che le donne sopra i 35 anni hanno dei fluidi "marci" nel loro ventre. L'affermazione ha suscitato tanto clamore che la casa di cosmetici per la quale la Koda è testimonial ha sospeso le pubblicità in cui la cantante compare.
"Sono sinceramente e profondamente dispiaciuta per aver offeso delle persone con la mia affermazione", ha scritto la Kōda, 25 anni, sulle pagine del suo sito web.
Il volto increspato dall'età e l'udito debole...la 98enne Kokin è fiera di aver dedicato tutta la sua vita all'essere geisha, ammirata dagli uomini per il suo fascino, la sua intelligenza, e la sua bellezza.
Ma la geisha più vecchia del mondo rimpiange il periodo antecedente la Seconda Guerra Mondiale, quando i quartieri delle geisha si riempivano di vita subito dopo il calar del sole -- le geisha vestite in fluttuanti kimono di seta si recavano in risciò verso i ryōtei (料亭) dove intrattenevano uomini facoltosi in banchetti che duravano fino all'alba.
Oggigiorno le strade dei quartieri delle geisha sono piuttosto tranquilli in un Giappone dove la vita notturna è ampiamente illuminata dalle insegne delle discoteche, degli hostess bars e dei karaoke, lasciando molte geisha nostalgiche per i tempi andati e soprattutto senza lavoro. "I clienti di una volta parlavano con noi a lungo. Oggi i clienti, soprattutto quelli più giovani, non hanno niente di cui parlare con noi. Vanno dritti al karaoke", dice Kokin, che usa solo il suo nome d'arte, come è usanza tra le geisha.
Kokin, non ha figli o nipoti di cui prendersi cura ora che è anziana, ma conserva nel cuore e nella mente i ricordi di gioventù, quando gli uomini la pagavano per il tempo necessario ad un bastoncino d'incenso di consumarsi dopo essere stato acceso.
"A quel tempo durante l'estate ero solita starmene seduta su una panchina a rinfrescarmi senza aver niente da fare, e qualcuno mi chiedeva se ero libera e si offriva di pagarmi per un bastoncino d'incenso. La gente chiedeva di me, anche se si trattava solo di un'ora", dice Kokin., chiamata affettuosamente "Kokin neesan" (sorella maggiore Kokin).
Oggigiorno ci sono pochissime geisha che per cifre esorbitanti intrattengono gli ospiti cantando, danzando, e conversando. Nel 1928, quando Kokin intraprese questo mestiere, in Giappone c'erano almeno 80.000 geisha, ora ce ne sono un migliaio. Solo trecento a Tokyo.
I loro clienti sono per la maggior parte uomini d'affari e politici, ma con la crisi economica degli anni '90 e i recenti scandali, molti clienti hanno lasciato il giro delle geisha.
Una cena costa intorno agli 80.000 yen (circa 500 €), e il prezzo sale a seconda del numero di geisha invitate. Ma anche prima degli anni '90 molti uomini hanno preferito alle cene nei ryōtei i moderni comfort di un hostess bar o di un karaoke. E questo a discapito della professione di geisha. "Il presidente di una compagnia, se ha una cinquantina di anni, probabilmente non è mai andato a cena con una geisha", dice Asahara Sumi, autore di molti libri sulle eleganti intrattenitrici. "Ma se uno non prova non può dire com'è. E se non si conosce, non si può star male a pensare che questo mondo meraviglioso stia scomparendo".
Allarmati del fatto che le geisha sono ormai in via d'estinzione, un gruppo di Tokyo e alcune compagnie turistiche hanno iniziato a rendere i quartieri delle geisha più accessibili come lo sono ad esempio a Kyoto. A Kagurazaka, l'Ikimachi Club, un'organizzazione no-profit, organizza delle spettacoli con geisha in zone del quartiere dove le geisha non sono solite farsi vedere, rinchiuse nei ryōtei. "La tradizione delle geisha sopravviverà all'interno dei ryōtei per le persone in grado di pagare molto per loro. Ma per preservare il mondo delle geisha come parte della nostra cultura, elle dovrebbero farsi conoscere ad un pubblico più vasto", dice Hioki Keiko, vice presidente dell'Ikimachi Club. Le performance sono aperte anche ai turisti tramite i tour organizzati dalla Michi Travel Japan.
Anche i ryōtei si trovano sotto pressione per cambiare.
I ristoranti, completi di giardini con rocce, rare opere d'arte, e ottima cucina, sono di solito accessibili agli onajimi-san, i clienti regolari. Come le geisha, anche i proprietari dei ryōtei dicono che il business è diventato lento e non dà più profitto. Il Sakurajaya (櫻茶屋), un ryōtei del quartiere Mukojima di Tokyo in attività da 64 anni, dal 2002 è aperto anche ai turisti attraverso il tour operator Hato Bus. In un gruppo di 30 turisti si può godere una cena con sei geisha per meno di 10.000 yen (circa 62 €). Il Sakurajaya tramite il suo sito web recluta anche nuove geisha, anche se le giovani donne che vogliono intraprendere questa professione devono aspettarsi una vita poco piacevole fatta di rigoroso allenamento nella danza, negli strumenti musicali classici, e nel rituale della cerimonia del tè.
Alcuni puristi non vedono di buon occhio questi cambiamenti, come ad esempio le geisha che danno spettacoli per i turisti. Ma per Kanae, geisha del quartiere Asakusa di Tokyo, salvare la professione della geisha va oltre il preservare le arti tradizionali. "Molto del Giappone si è occidentalizzato. Molte persone non sanno parlano più nemmeno un giapponese corretto. Ma nel nostro mondo, rimane il meglio del Giappone. Così spero che sempre più persone, sia giapponesi che stranieri, siano pronti per conoscere meglio il nostro meraviglioso mondo".
Fonte: Reuters

Quest'anno il sondaggio è stato esteso ad altre 13 nazioni, sette delle quali finite prima del Giappone, come Cuba e Vietnam.
La statistica riflette il divario che le donne devono affrontare rispetto agli uomini nella partecipazione e nelle opportunità economiche (quantità di forza lavoro femminile, differenza di salario con un collega uomo per la stessa mansione, entrate annuali, avanzamento di carriera), nei traguardi educativi (alfabetizzazione femminile, iscrizione nelle scuole di ogni grado, numero di diplomate e laureate), nella salute (aspettativa di vita), e anche il loro grado di potere politico (donne con un seggio al Parlamento, donne ministro, donne capi di Stato).
Il Giappone si è piazzato 37° nella categoria salute e 69° nella categoria educazione. Si dimostra più povero in altri campi finendo 97° nelle opportunità economiche e 94° nel potere politico.


E' stato presentato ieri presso la sede della Nazioni Unite a New York, un documentario realizzato dal premio Oscar Okazaki Steven sul bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki e l'impatto dei bombardamenti sui sopravvissuti.
Il documentario "White Light/Black Rain: The Destruction of Hiroshima and Nagasaki" (86 minuti) racconta la vicenda dal punto di vista giapponese e americano, con parti narrate da 14 sopravvissuti giapponesi e quattro americani, tra i quali Theodore "Dutch" Van Kirk,il pilota dell' Enola Gay, il B-29 che il 6 agosto 1945 sganciò "Little Boy" su Hiroshima.
Tra i sopravvissuti Sasamori Shigeko, una delle cosiddette "Hiroshima Maidens" (un gruppo di 25 donne giapponesi gravemente deturpate dalle radiazioni), ha accompagnato Okazaki alla proiezione avvenuta davanti a più di 100 funzionari delle Nazioni Un nella sala delle conferenze dove la prima commissione ha tenuto un incontro per discutere sul tema del disarmo nucleare.
Fonte: Japan Today
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E' stato arrestato ieri un uomo di Tokyo che ha ammesso di aver spruzzato candeggina addosso ad una cinquantina di donne per superare la solitudine in cui era caduto dopo la fine del suo matrimonio.
Senoo Yuitsu, 44 anni, impiegato d'azienda, è stato arrestato per danneggiamento premeditato di proprietà. L'uomo ha ammesso la sua colpevolezza.


Per gli uomini sui quaranta anni invece il peso medio è aumentato di 4,0 kg arrivando a 69,8 kg, mentre l'altezza è aumentata di 2,8 cm (170,1 cm).

Durante un incontro di un importante torneo di Sumo, una donna ha osato invadere il ring -- un'arena sacra dalla quale le donne sono severamente bandite. La donna è stata poi tirata giù da un arbitro e da un lottatore. Il fatto è avvenuto mercoledì scorso.
La donna di mezza età mentre assisteva all'incontro che si teneva presso lo stadio Kokugikan di Tokyo, è riuscita ad eludere la sorveglianza e ad entrare nel ring appena prima dell'inizio dell'incontro. La Japan Sumo Association ha dichiarato che sebbene la donna sia riuscita a scavalcare la piattaforma attorno al ring, non è riuscita comunque a metter piede sul sacro dohyō (土俵), la zona di combattimento.
"Fa male al cuore" ha detto Takamisakari, popolare lottatore di Sumo che è riuscito a tirar giù la donna dal ring. "Che persona può essere chi prova a fare un'azione simile mentre noi combattiamo in modo serio?".
Non è ancora chiaro il motivo che ha spinto la donna a cercare di salire sul ring durante uno dei sei tornei di Sumo più trasmessi dalle TV. La donna aveva con sé un plico di volantini con la scritta "Aiuto, spiriti maligni".