
Le impronte e le fotografie saranno controllate per eventuali riscontri con liste internazionali di terroristi e con liste di stranieri che hanno commesso reati in Giappone. In caso di riscontro, alla persona sarà proibito l'ingrasso e verrà estradato.
In molti sostengono che le misure prese discriminano gli stranieri e violano la loro privacy. Stamattina un gruppo di circa 80 attivisti appartenenti a gruppi civici hanno manifestato davanti al Ministero di Giustizia. Rappresentanti di gruppi per i diritti umani, sindacati, gruppi di stranieri, e simpatizzanti hanno espresso le loro rimostranze verso un sistema che considerano "razzista", "xenofobo", "retrogrado", e "contro i diritti umani e la privacy."
"È espressione della xenofobia giapponese. Il Giappone sta usando questo sistema per avere il controllo degli stranieri. Negli ultimi anni il governo non ha fatto altro che associare gli stranieri a cose come il crimine e il terrorismo", ha detto Kawakami Sonoko, coordinatrice della campagna contro le impronte digitali per Amnesty International Japan, che ha organizzato la dimostrazione di stamane.
