È iniziata ieri la tre giorni del "Beerfes 2008" (ビアフェス2008, Biafisu 2008), il festival della birra organizzato presso il complesso delle Roppongi Hills e sponsorizzato dalle cinque principali aziende produttrici di birra in Giappone: Suntory, Asahi Breweries, Kirin Brewery, Sapporo Breweries, Orion Beer.
Si è svolto domenica scorsa presso il tempio Sensōji (浅草寺) di Tokyo l'annuale "sumō del pianto" (泣き相撲, naki sumō) durante il quale due bambini si sfidano in una gara a chi piange per primo.
Per anni criticato e oggetto di risatine, ora il whisky giapponese si prende la sua rivincita sui ben più noti whisky scozzesi aggiudicandosi il premio come miglior whisky del mondo. Il Suntory Hibiki 30 anni, la marca di cui faceva pubblicità l'attore interpretato da Bill Murray nel film "Lost in Traslation" ha vinto invece il premio come miglior blended whisky. La doppietta dei whisky giapponesi ha provocato costernazione in Scozia, dove il whisky è icona di identità nazionale al pari delle cornamusa, delle haggis, e del kilt.
Lo Yoichi 20 anni, venduto a 150 sterline a bottiglia (circa 190 €), è stato lodato dai giudici per il suo "straordinario mix di fumo e dolce ribes nero", per "l'aroma esplosivo", e "un grande, lungo, retrogusto dolce".
Lo Yoichi 20 anni è stato giudicato il migliore whisky da una giuria composta da 16 esperti che hanno assaggiato più di 200 whisky provenienti da tutto il mondo. Secondo gli esperti i distillatori giapponesi sono stati in grado di produrre Scotch di grande qualità grazie al clima variabile del paese che aiuta la maturazione del malto e crea un whisky più puro con un aroma intenso. Anche la distillazione tradizionale che prevede l'uso degli still pot (alambicchi di rame a forma di pera) riscaldati a carbone.
Navigare in internet e guardare la TV possono essere attività banali oppure cose che cambiano la vita, dipende da chi le sta facendo. Per un crescente numero di ragazze internet e TV sono stati determinanti nell'incoraggiarle a diventare maiko, ovvero apprendiste geisha. Sul suo sito la Ookini Zaidan fornisce la descrizione del lavoro che aspetta un'aspirante geisha. Le maiko vivono e lavorano in uno dei cinque kagai, o hanamachi, i quartieri del piacere di Kyoto.
I dati più vecchi attualmente consultabili parlano di 76 maiko a Kyoto nel 1965. A partire dal 1975 ce ne furono solo 28, e il dato si stabilizza dopo il 1985, oscillando da 50 a 80 maiko. Fino al 1955 sembra che a Kyoto ci fossero più di 100 maiko, dice Ito Osamu, un funzionario della Ookini Zaidan, secondo la quale l'interesse dei media per il mondo delle maiko è l'unico responsabile del recente aumento di aspiranti geisha.
Il Primo Ministro Fukuda Yasuo (福田 康夫) ha dichiarato oggi che sta facendo del suo meglio per fare in modo che il Giappone "sbocci" nonostante la crisi economica e le dispute politiche che hanno portato la popolarità del premier in ribasso.
Un sorridente Fukuda ha parlato alla tradizionale festa sotto i ciliegi in fiore (桜を見る会, sakura wo miru kai) organizzata ogni anno dal governo presso il parco Shinjuku Gyoen (新宿御苑) di Tokyo e alla quale hanno preso parte un migliaio di persone, tra le quali esponenti politici e celebrità del mondo dello spettacolo, dello sport, e della cultura.
"Il Giappone ha molti problemi, ma io vorrei fare in modo di risolverli tutti. Vorrei rendere il Giappone pieno di fiori di ciliegio in fiore come questi", ha detto Fukuda contemplando gli alberi in piena fioritura.
Migliaia di persone si sono radunate ieri a Kawasaki (prefettura di Kanagawa) per il Kanamara Matsuri (かなまら祭), evento vecchio di secoli e uno dei più famosi festival della fertilità. Il festival e il santuario si dedicano anche con impegno a diffondere informazioni sulla prevenzione contro l'AIDS.
Fonte: Mainichi Daily News trad. Bea
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I passeggeri che dal primo aprile al 6 maggio si vestiranno da ninja e prenderanno il treno lungo la linea Iga Testudo viaggeranno senza pagare il biglietto. Lo hanno annunciato le ferrovie giapponesi. Durante quei giorni si tiene ad Iga un famoso festival dedicato ai ninja.
La Iga Tetsudo, che lo scorso ottobre ha sostituito la vecchia linea Kintetsu Iga, ha promossso questa offerta in quanto parte dei festeggiamenti dell'Iga Ueno Ninja Festa (伊賀上野NINJAフェスタ), il festival che celebra il legame tra la città della prefettura di Mie e l'antica arte del ninjutsu.
Ogni anno la città organizza il Ninja Festa che si tiene nei quartieri centrali di Iga. Molti degli eventi organizzati hanno a che vedere con i ninja. I visitatori, tra le altre cose, hanno l'opportunità di cimentarsi nel lancio degli shuriken.
Una delle maggiori attrazioni del festival è quella di poter affittare costumi da ninja, e non è affatto insolito vedere ta le strade di Iga intere famiglie vestite da ninja.
Fonte: Mainichi Daily News trad. Bea
La Corea del Sud è letteralmente sommersa da un'ondata di cultura pop giapponese: manga, romanzi, film, e anche cosplay cafe. I giovani in particolare sembrano amare le opere di intrattenimento che hanno a che vedere con temi leggeri. Sul fronte opposto il numero dei film sud-coreani esportati in Giappone è in netto calo, spingendo il governo sud-coreano ad adottare misure per rinvigorire l'industria cinematografica."Ho iniziato a fare cosplay al sesto anno della scuola primaria [11-12 anni], vestendomi da Sailor Moon ", ha detto Chong Tae Jong (nella foto in alto), ora diciottenne cameriera presso il cosplay cafe Flying Needle. "Cosplay" è l'abbreviazione per "costume play", ovvero la pratica di vestirsi come i personaggi preferiti degli anime. Il Flying Needle mette a disposizione dei suoi clienti vari costumi tratti da anime, manga, e video giochi. Inaugurato sei anni fa, il cafe ha avuto subito un discreto successo, attraendo 8.000 clienti mascherati al mese. "Il cosplay è nato in Giappone e col tempo è diventato un fenomeno di cultura globale", afferma Chong, travestita da cameriera.
Nel 1998 il governo sud-coreano riaprì le porte del suo mercato ai film e alle pubblicazioni made in Japan dopo un divieto che durava dal 1945. Chong che nel 1998 aveva 8 anni è cresciuta con i manga e gli anime giapponesi. Molti giovani della sua generazione sono ora consumatori voraci di tutto ciò che fa cultura pop nipponica.
Cosplay, manga e anime non sono gli unici prodotti d'importazione che sono diventati popolari nella Corea del Sud. Molti romanzi giapponesi sono amati dai lettori sud-coreani. Tra i primi 100 best seller venduti al Kyobo Book Center (Kyobo Moongo), la più grande libreria di Seul (nella foto qui a sinistra), il numero dei romanzi giapponesi è aumentato dai 15 del 2003 ai 42 dello scorso anno, superando il numero dei romanzi sud-coreani della lista. Nel mercato dell'editoria generale le traduzioni di opere giapponesi rappresentano l'8% dei 53.225 prodotti editoriali pubblicati in Corea del Sud nel 2007.
"I romanzi sud-coreani trattano temi impegnativi, come lo stato e la politica, e mancano d'intrattenimento", dice Paek Won Kun, un ricercatore che si occupa di pubblicazioni presso il Korean Publishing Research Institute. "Invece le opere giapponesi sono più leggere nei contenuti e possono essere lette facilmente", aggiunge.
E mentre il Giappone invade culturalmente la Corea del Sud, ciò che nell'arcipelago giapponese era conosciuto come hanryu (韓流, onda coreana), il boom della cultura sud-coreana che nel 2003 seguì il successo del popolare telefilm coreano "Winter Sonata", ha perso ormai vigore.
Stando alla South Korean Film Commission, i film esportati nel mercato giapponese hanno subito un declino del 20% nel 2006, dopo aver raggiunto il picco di vendite nel 2005. Lee Hae Ton, funzionario presso il team del Ministero della Cultura e del Turismo che si occupa dell'industria cinematografica, suggerisce che l'hanryu boom è dipeso solo dalla popolarità di alcuni attori sud-coreani. Aggiunge anche che la qualità dei film coreani si è notevolmente abbassata come risultato del fatto che l'industria cinematografica dipende troppo dalla popolarità degli attori per attrarre gli spettatori al cinema.
Tuttavia l'industria cinematografica è importate per le esportazioni della Corea del Sud, dove le risorse naturali sono scarse. Nel 2006 il governo ha stanziato 300 miliardi di won (circa 28,4 miliardi di yen) per promuovere i film coreani all'estero sostenendo anche le spese per sottotitolare le pellicole.
La Walt Disney Co. ha donato 1 milione di dollari all'Università di Chiba (千葉大学, Chiba Daigaku) come ringraziamento per aver preservato centinaia di immagini rare usate nei primi film della Disney.
Hikaru Genji, il seduttore che ha incantato dame di corte dell'antico Giappone con poesie scritte su carta profumata e kimono lussuosi, compie quest'anno 1.000 anni, e il suo fascino non sembra affatto diminuito. Gli uomini giapponesi sognano di essere come il "principe splendente", il cui aspetto, intelligenza, gusto fine, e talento per qualsiasi arte, dalla musica e danza alla poesia, hanno spinto alcuni commentatori letterari a soprannominare Genji "il perfetto eroe".
Figlio di un Imperatore e di una concubina, il ragazzo noto come "il principe splendente" per la sua bellezza, è bandito dal trono a causa dello status sociale di sua madre, ma attraverso scaltre manovre riuscirà a diventare uno degli uomini più potenti del Giappone.
Le lettrici tendono a mostrare comprensione per le donne da lui conquistate, il cui destino offre un vivido ritratto dello stato delle donne giapponesi durante il periodo Heian (794-1185). Le giovani nobildonne erano praticamente segregate nelle zone delle case a loro destinate, ed erano costantemente sorvegliate per evitare scandali. Con faccia tosta e giusti metodi di persuasione, Genji durante le buie ore serali riusciva ad avere illecito accesso a molte alcove. La maggior parte delle sue amanti vengono abbandonate allo spuntare del giorno tra le lacrime che inzuppavano le maniche dei loro kimono di seta quando Genji doveva tornare alle sue macchinazioni politiche. Per la loro età o per la loro pazienza giunta al limite della sopportazione, molte amanti di Genji prendono i voti buddhisti.
"La posizione delle donne era estremamente infelice", dice la Setouchi, felice di essere nata in tempi più liberi. "Erano utili solo per organizzare matrimoni politici, e non potevano scegliere da sole il loro marito. Un uomo poteva avere quante donne desiderava, così le donne erano costantemente frustrate".
Sembra che Murasaki Shikibu sia nata nel 973, ma di lei non si sa praticamente nulla, nemmeno la data della sua morte. Suo padre era un funzionario minore di corte e un noto studioso che garantì alla figlia un'educazione basata sui classici cinesi - privilegio questo riservato allora solo ai maschi.
Royall Tyler, studioso australiano autore di una delle traduzioni in inglese del "Genji Monogatari" , dice che il fascino di Genji va oltre la sua complicata vita amorosa, anche se alle donne del periodo Heian, come l'autrice, avevano poca conoscenza della vita politica. "Ciò che stupisce è che sebbene vivesse in un mondo ristretto, quello delle dame di corte, Murasaki Shikibu aveva una forte concezione del mondo nel quale il suo eroe si muoveva. Io ritengo che fosse un autentico genio", dice Royall.
Sebbene l'amore e il sesso siano temi costanti nel romanzo, questi rimangono sempre sfumati, vaghi, facendo solo immaginare ciò che poteva accadere dietro i paraventi di carta. "Alcuni dicono che non vogliono far leggere il libro ai loro figli per via dei contenuti, ma in verità non vi è affatto sesso nel 'Genji Monogatari'. Anche i bambini delle elementari possono leggerlo", dice la Setouchi.
Nonostante il fascino che possa ispirare come romanzo, chiunque si sia dedicato alla traduzione del "Genji" afferma che dal punto di vista della traduzione il romanzo è un vero inferno. "Resistenza", risponde la Setouchi alla domanda quale è la sfida più grande che deve superare un traduttore del "Genji". "Avevo 70 anni quando ho iniziato a tradurlo. Persino gli editori mi chiedevano se pensavo di poter vivere a lungo per riuscire a portare a compimento la traduzione! È stata una scommessa".
A parte il linguaggio arcaico, l'autrice ha seguito la pratica del periodo Heian di non riferirsi a qualcuno con il suo nome proprio, così la maggior parte dei personaggi del romanzo vengono identificati dai loro titoli o da quelli di loro parenti, che cambiavano durante il tempo.
"Volevo che fosse facile da comprendere. Volevo che fosse una lettura comprensibile a molte persone", dice la Setouchi a proposito della sua traduzione. "Non so più quante volte l'ho letto, ma ogni volta era sempre una nuova scoperta".
Fonte: Reuters