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venerdì, 02 maggio 2008

Tombe imperiali aperte agli archeologi

Questo mese un gruppo di 16 esperti guidati dalla Japanese Archaeological Association (日本考古学協会, Nihon Kōkogaku Kyōkai) renderà noto i risultati della visita effettuata lo scorso febbraio presso la tomba imperiale Gosashi (五社神古墳, Gosashi Kofun, nella foto). Si tratta di un evento  storico, perchè per la prima volta l'Agenzia per la Famiglia Imperiale ha permesso l'ingresso in una tomba imperiale ad archeologi non appartenenti all'Agenzia.

Gli archeologi hanno richiesto l'accesso alla tomba Gosashi e ad altri siti imperiali fin dal 1976, in parte perchè le tombe risalgono al periodo in cui venne fondato lo stato centrale giapponese sotto il potere imperiale. Ma l'Agenzia ha sempre ristretto l'accesso alle tombe,  alimentando le voci secondo le quali i funzionari imperiali temono che gli scavi possano rivelare legami di sangue tra la "pura" famiglia imperiale giapponese e la Corea - o che nelle tombe imperiali non ci siano affatto resti imperiali.

"Il principale risultato ottenuto è che per la prima volta siamo potuti entrare in un tumulo imperiale e svolgere delle ricerche per conto nostro", ha detto Takahashi Koji, archeologo della Toyama University e portavoce del gruppo di esperti.

La tomba Gosashi che si trova nella prefettura di Nara viene venerata come luogo di sepoltura dell'Imperatrice Jingū (神功天皇, Jingū tennō), la semi-leggendaria moglie del 14° Imperatore giapponese. Jingū avrebbe regnato come reggente al trono per suo figlio dal 200 a.C.Durante la visita di due ore e mezza il team di ricercatori ha esplorato la parte più bassa del tumulo lungo 270 metri.

Oltre alla supervisione della tomba dell'Imperatrice Jingū , l'Agenzia per la Famiglia Imperiale gestisce altri 896 siti che conterrebbero i resti dei membri della famiglia imperiale. Di questi siti circa 70 sono tombe kofun (古墳) che datano a prima del VII secolo. Questi tumuli a forma di buco di serratura circondati da un fossato sono i più grandi e storicamente importanti luoghi di sepoltura di tutto il Giappone.

"Fu durante il periodo Kofun [III-VII secolo a.C.] che venne istituita la nazione giapponese nell'arcipelago giapponese", dice Takahashi. "Le tombe custodiscono la chiave per decifrare nel dettaglio il periodo Kofun".

L'Agenzia ha sempre condiviso i risultati delle sue ricerche, ma si è sempre dimostrata riluttante nel dare libero accesso ai tumuli a archeologi indipendenti. In un fax inviato al National Geographic News, l'Agenzia ha scritto: "Cerimonie religiose della Famiglia Imperiale continuano ad aver luogo nelle tombe e nei mausolei imperiali. Dal momento che si tratta di di luoghi di culto e di memoria per il pubblico e per la Famiglia Imperiale, preservare la pace e la dignità di questi luoghi è di fondamentale importanza". L'Agenzia aggiunge che in futuro prenderà in considerazione ulteriori richieste da parte di ricercatori, ma non permetterà scavi nelle tombe.

Takahashi crede che l'Agenzia è riluttante perchè gli scavi potrebbero minacciare il controllo dei funzionari sulle tombe. Secondo lo studioso le tombe più antiche, ovvero quelle più significative, non conterrebbero nemmeno i resti di membri della famiglia imperiale. In effetti lo status di tomba imperiale non è scritto su pietra. L'ultima volta che l'Agenzia cambiò la designazione di una tomba imperiale risale al 1881.

Altri esperti sostengono che l'esitazione sia dovuta al timore che gli scavi possano portare alla luce una parentela di sangue tra la linea imperiale giapponese, considerata pura, e il continente asiatico, in modo particolare la Corea.

Ma Walter Edwards, professore di studi giapponese presso la Tenri University di Nara, ritiene che la questione delle "ossa coreane" sia una falsa pista. "Legami di sangue tra la Corea e la Famiglia Imperiale giapponese sono documentati a partire dall'VIII secolo. Anche l'attuale Imperatore Akihito ha detto di avere antenati coreani". Secondo Edwards la preoccupazione maggiore dell'Agenzia è quella di mantenere la dignità della Famiglia Imperiale.

Tuttavia mantenere centinaia di siti è una bella spesa per l'Agenzia, e per questo è presumibile che possa eventualmente permettere l'accesso a qualche gruppo di archeologi per ottenere fondi pubblici. L'Agenzia potrebbe trattare le tombe sia come patrimoni nazionali sia come tombe private della Famiglia Imperiale. "Il problema è cercare il giusto equilibrio tra le due cose", dice Edwards.

Nel frattempo il principale oggetto di desiderio degli archeologi è l'accesso alla tomba dell'Imperatore Nintoku risalente al V secolo. La tomba lunga 486 metri è il mausoleo più grande del Giappone. "È larga quasi come le grandi piramidi egiziane, e come queste è un'opera monumentale del periodo antico".

postato da keridabea alle ore 14:36 | link | commenti
categorie: archeologia - 考古学, famiglia imperiale - 皇室, storia - 歴史
giovedì, 14 febbraio 2008

Scoperto villaggio giapponese del 17° secolo in Cambogia r

È stato scoperto in Cambogia, a Phnom Penh, il sito di un antico villaggio giapponese risalente al 17° secolo.

Sugiyama Hiroshi, archeologo e ricercatore presso il Japan's National Research Institute for Cultural Properties, ha detto che basandosi su ricerche condotte dal 2004 e sulle analisi degli scavi e dei documenti, il sito scoperto a Ponhea Lueu Commune, a circa 25 km a nord di Phnom Penh, è un villaggio giapponese risalente al 17° secolo.

Stando agli scavi e ai documenti storici, i giapponesi raggiunsero la Cambogia a bordo di navi tra il 1601 e il 1635. "C'era almeno un centinaio di giapponesi che vivevano nel villaggio, e la maggior parte di loro era occupato in attività religiose o si occupavano di commercio", ha detto Sugiyama durante un seminario che si è svolto ieri presso il Cambodia-Japan Cooperation Center della Royal University di Phnom Penh.

Sugiyama ha mostrato oggetti ritrovati dagli scavi come ceramiche e forni per la cottura delle ceramiche, e schizzi di una shuin sen (la nave giapponese con licenza della shogunato) lunga 45 metri che poteva trasportare circa 300 persone.

Il ricercatore ha detto che nel 17° secolo i giapponesi s'imbarcavano per commercio verso il sud-est asiatico alla ricerca di cera, zucchero, tappeti, piume di pavone, e pelli di giaguaro.

L'Ambasciata Giapponese di Phnom Penh ha già detto che consiglierà il sito ai turisti giapponesi in visita in Cambogia. Sathol Miura, a capo della sede cambogiana dell'agenzia di viaggio giapponese APEX, spera che una volta che il villaggio sarà conosciuto in Giappone, il turismo giapponese in Cambogia aumenterà. Lo scorso anno la Cambogia è stata scelta come meta turistica da 161.973 giapponesi.

Fonte: AP via AOL News
postato da keridabea alle ore 19:48 | link | commenti (2)
categorie: archeologia - 考古学, storia - 歴史, turismo - 観光
giovedì, 20 settembre 2007

Ricercatori nei mausolei imperiali

          

L'Agenzia per la Casa Imperiale ha parzialmente accettato le richieste di accademici che da decenni chiedono di poter ispezionare alcuni mausolei imperiali. L'Agenzia intende permettere a 16 società di archeologi e storici di ispezionare due mausolei imperiali dal febbraio al marzo del prossimo anno.

I mausolei in questione sono quello dell'Imperatore Meiji ((明治天皇 Meiji-tennō,1852-1912) nel quartiere Fushimi di Kyoto e quello dell'Imperatrice Jingū (神功皇后 Jingū Kōgō, 170-269), consorte dell'Imperatore Chūai, che si trova invece a Nara. L'Imperatore Chūai (仲哀天皇, Chūai Tennō), di cui s'ingnora la data di nascita, sarebbe il 14° Imperatore del Giappone, mentre l'Imperatore Emperor Meiji è il 124°. Il primo leggendario Imperatore del Giappone è Jinmu (神武天皇 Jinmu Tennō, 711-585 a.C.).
    
Il mausoleo dell'Imperatore Meiji si trova nel sito del castello di Fushimi, costruito da Toyotomi Hideyoshi (1537-1598); quello dell'Imperatrice Jingū è un tumulo di tipo kofun costruito tra il terzo e l'ottavo secolo d.C.

L'Agenzia per la Casa Imperiale da decenni non permette agli studiosi di visitare le tombe imperiali e i mausolei che secondo l'Agenzia non sono semplici beni culturali, ma luoghi di rituali imperiali. Giusto la scorsa settimana l'Agenzia aveva ripreso un suo impiegato per aver alterato una voce dell'enciclopedia online Wikipedia secondo la quale l'Agenzia non permette l'accesso alle tombe imperiali per paura che i ricercatori possano venire a conoscenza di fatti che minerebbero l'intero sistema imperiale giapponese.

Lo scorso gennaio l'Agenzia ha modificato alcune sue regole interne sulla manutenzione delle tombe imperiali e ha deciso di accettare le ispezioni di ricercatori dopo aver attentamente analizzato lo scopo delle loro ricerche. Saranno ammessi non solo storici, ma ricercatori di ogni disciplina. Non saranno comunque permessi scavi.

Sono 896 in tutto le tombe, i mausolei, e altri siti imperiali gestiti e controllati dall'Agenzia.

Fonte: Kyodo News
postato da keridabea alle ore 11:49 | link | commenti (3)
categorie: archeologia - 考古学, famiglia imperiale - 皇室, religione - -宗教, scienza - 科学
martedì, 11 settembre 2007

Castello vendesi

           

Se il tuo sogno è quello di sentirti un potente samurai o una principessa del periodo feudale, i proprietari del castello di Nakatsu (prefettura di Oita) hanno trovato il modo di accontentarti. Per alcune centinaia di milioni di yen in contanti, il clan Okudaira, proprietario del castello da secoli, può realizzare il tuo sogno, facendoti diventare il nuovo proprietario del suo castello.

Il castello di Nakatsu fu costruito nel 1588 ed è considerato il più antico castello del Kyūshū. Alcune delle famiglie più importanti della storia del Giappone sono state proprietarie del castello, prima la famiglia Hosokawa, poi la Ogasawara, e infine la Okudaira.

Il castello tuttavia non risale interamente al XVI secolo, solo le mura e il fossato sono originali, il resto risale al 1964, quando il comune di Nakatsu per incrementare il numero di turisti nella zona chiese alla famiglia Okudaira di completare il castello che ora fa parte ufficialmente del santuario Okudaira ed è gestito da Okudaira Masayuki, capo della famiglia. Ora però la famiglia Okudaira sta cercando di vendere il castello is trying to sell the castle and blames the city for needing to do so.

"La scorsa primavera il comune mi ha detto che avrebbe aumentato del 50% le spese di affitto del terreno intorno al castello. Inoltre ci sono le tasse sul patrimonio e i costi di manutenzione dell'antico santuario. Perciò intendo vendere il castello e il terreno circostante, e spostare il santuario da un'altra parte. La famiglia Okudaira possiede un altro castello, e intendiamo vendere questo di Nakatsu per 300 milioni di yen.

Gli amanti della cultura di Nakatsu stanno facendo pressione sul comune affinché rilevi il castello, ma il Comune non ha ancora deciso al riguardo. "Abbiamo problemi economici anche noi, enon abbiamo ancora idea di cosa farne del castello", ha dichiarato un portavoce del comune.

Fonte: Mainichi Daily News

postato da keridabea alle ore 09:31 | link | commenti (3)
categorie: curiosità, archeologia - 考古学, storia - 歴史, turismo - 観光
martedì, 11 settembre 2007

Ammonito per aver alterato una voce di Wikipedia

          

L'Agenzia per la Casa Imperiale ha ripreso verbalmente un impiegato per aver cancellato dal computer del suo posti lavoro una frase in una voce dell'enciclopedia online Wikipedia che criticava l'Agenzia.

Kazaoka Noriyuki, vice gran ciambellano dell'Agenzia che si occupa dei doveri e di tutto ciò che riguarda la Famiglia Imperiale giapponese, ha dichiarato che l'impiegato, di cui non è stato rivelato il nome, è stato ripreso verbalmente.  Kazaoka ha detto che la la frase cancellata era contenuta  nella voce di Wikipedia giapponese sulle tombe imperiali e si riferiva alle restrizioni all'accesso e allo scavo per i ricercatori.

L'impiegato si è connesso al sito di Wikipedia usando un computer dell'Agenzia e ha cancellato la frase che diceva: "Alcuni ritengono che all'Agenzia per la Casa Imperiale non possa far piacere la scoperta di fatti storici che possano scuotere le fondamenta del sistema imperiale".

Kazoaka ha detto che l'Agenzia ha dato all'impiegato un "severo" ammonimento verbale: "L'uso di computer per scopi che vanno oltre le mansioni amministrative è assolutamente bandito".

Fonte: Kyodo News
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categorie: cronaca, archeologia - 考古学, famiglia imperiale - 皇室
giovedì, 07 giugno 2007

Trovata tomba del condottiero Sakanoue no Tamuramaro


Un'antica tomba di Kyoto edificata per un dignitario non ancora identificato potrebbe essere il luogo di sepoltura di Sakanoue no Tamuramaro, il generale dell'esercito che soggiogò le tribù del nord del Giappone tra la fine dell'VIII secolo d.C. e l'inizio del IX secolo. 

Tamuramaro (758-811) sconfisse le tribù degli Ezo stanziate nel nord dell'arcipelago all'inizio del periodo Heian (794-1192). Si dice che abbia anche fondato il tempio Kiyomizudera di Kyoto.

Il professore Yoshikawa Shinji dell'Università di Kyoto ha esaminato un documento custodito presso il Kiyomizudera e ha confermato che il posto identificato nel documento come luogo di sepoltura di Tamuramaro combacia con il luogo della tomba misteriosa nota come Nishinoyama Kobo.

Si ritiene che la tomba sia stata costruita tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo. Al suo interno sono stati trovati accessori sontuosi come una grande spada decorata in oro. I reperti trovati nella tomba sono stati mostrati pubblicamente oggi per la prima volta presso il Kyoto University Museum.

Il professor Yoshikawa ha detto: "I reperti trovati nella tomba suggeriscono che lì sia stato sepolto un guerriero di alto rango. Considerando che c'era una strada nei pressi della tomba che da Kyoto conduceva al nord del Giappone, si può ritenere che Tamuramaro sia stato sepolto lì a guardia e protezione della capitale giapponese di allora". 

Fonte: Daily Yomiuri Online

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categorie: archeologia - 考古学, storia - 歴史
domenica, 03 dicembre 2006

Trovato haniwa con due volti


La testa di una statuetta haniwa con due volti, è stata ritrovata in un sito funebre risalente al 6° secolo nella città di Wakayama (prefettura di Wakayama).

Secondo il dipartimento delle politiche educative del governo prefetturale di Wakayama si tratta del primo esemplare haniwa con volto multiplo ritrovato in Giappone.

Gli haniwa sono delle statuette in terracotta usate per scopi rituali e sepolte insieme ai defunti come oggetti funebri durante il periodo Kofun (300-552).

In questa statuetta un volto ha un'espressione severa con piccoli occhi a mandorla, mentre l'altro, situato sul retro, ha un'espressione più gentile.

Un funzionario del dipartimento ha dichiarato:"Giudicando dall'acconciatura l'haniwa è probabilmente un uomo con poteri spirituali a protezione della tomba da spiriti maligni".

Fonte: Japan Today


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categorie: archeologia - 考古学, arte- 芸術, cultura - 文化

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