
La tappa giapponese della
torcia olimpica è terminata ieri a Nagano passando lungo un corteo formato da sostenitori e da chi protestava contro le violenze cinesi avvenute in
Tibet. Durante il passaggio della fiamma si sono verificati alcuni scontri tra protestanti e forze dell'ordine che hanno portano all'arresto di cinque persone e al ferimento di quattro.
L'ultimo corridore, Noguchi Mizuki, medaglia d'oro alla maratona femminile durante le Olimpiadi di Atene, ha raggiunto il punto finale della corsa dove erano radunati nonostante la pioggia un migliaio di protestanti e di sostenitori cinesi. Alcuni sventolavano bandiere tibetane, altre bandiere cinesi. Circa 8.500 persone hanno assistito al passaggio della fiamma olimpica.
Cinque uomini sono stati arrestati e altri quattro sono rimasti feriti nel tentativo di superare i cordoni di protezione e di gettare uova contro i corridori. La fiamma, senza ulteriori incidenti, è comunque giunta a destinazione nel parco Wakasato dove è stata riposta in una lanterna con una cerimonia senza pubblico.
La Noguchi ha detto: "Mentre correvo
pregavo per la pace".
Nei pressi della stazione, mentre portava la fiamma il comico Hagimoto Kin'ichi, un uomo ha lanciato due razzi luminosi, mentre qualcuno della folla gli gridava contro: "Vergognati!". L'uomo è fuggito tra la folla, mentre la polizia ha arrestato e subito rilasciato un uomo che distribuiva volantini di protesta.
Ishii Takashi, capo della polizia municipale di Nagano, ha detto dopo la fine del corteo: "Il nostro lavoro di protezione della torcia olimpica di Pechino è finito al meglio. Vorrei ringraziare dal profondo del cuore la cittadinanza per la comprensione e il sostegno che ci ha dimostrato".
Poco prima delle 8:30 (ora locale) il manager della nazionale giapponese di baseball Hoshino Sen'Ichi ha iniziato la staffetta a circa 800 metri a sud-est dal tempio Zenkoji, che inizialmente doveva essere il punto di partenza della fiamma olimpica, ma che poi, a causa delle proteste dei monaci del tempio, è stato cancellato dal percorso ufficiale della fiamma.
Gli 80 tedofori hanno seguito un percorso di 18,7 km lungo la città, entrando anche nello stadio Olimpico usato durante le Olimpiadi Invernali del 1998.
Presenti alla cerimonia d'inizio l'ambasciatore cinese in Giappone Cui Tiankai, il Presidente del Comitato Olimpico Giapponese Takeda Tsunekazu, e il sindaco di Nagano Washizawa Shoichi, che ha citato il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti". Washizawa ha aggiunto che Nagano passerà la fiamma olimpica alla città di Seul auspicando la pace nel mondo e l'amicizia internazionale.

Centinaia di sostenitori delle Olimpiadi di Pechino e di protestanti si sono radunati nei pressi del tempio Zenkoji, sventolando bandiere tibetane e cinesi e gridando slogan come "''Free Tibet'' e ''One China''. Sembra che un manifestante giapponese abbia detto ad un cinese che sventolava la bandiera del suo paese: "Le violazioni dei diritti umani in Cina derivano dall'imperialismo del vostro paese". Al che il cinese ha risposto: "Voi giapponesi conoscete bene i termini imperialismo e colonialismo". I due hanno poi dato il via ad una
violenta lite verbale.
Presso il tempio Zenkoji, quartiere generale dello "Students for a Free Tibet", un gruppo di supporto per il popolo tibetano, si è tenuta una cerimonia per commemorare le vittime dei recenti scontri in Tibet, alla quale hanno partecipato 200 persone. Circa 30 tibetani provenienti da varie parti del Giappone hanno recitato in tibetano dei sutra buddhisti, seguiti poi dai monaci giapponesi del tempio che hanno recitato il sutra ''Hannya Shingyō'' (
Sutra del Cuore della Perfetta Saggezza). Durante la cerimonia sono stati letti i nomi delle persone morte negli scontri in Tibet.
Takahashi Akemi, membro del gruppo di supporto, ha detto: "Spero che il dialogo tra il Dalai Lama e il governo cinese avvenga prima dell'inizio delle Olimpiadi". Un quotidiano cinese venerdì ha detto infatti che i funzionari cinesi vorrebbero incontrare un rappresentante del leader spirituale tibetano in esilio. Un trentenne tibetano residente a Tokyo ha detto: "Io non credo che questo incontro si svolgerà, come non si sono mai svolti i vari incontri che il governo cinese negli anni ha detto di voler organizzare con il Dalai Lama, e che non sono mai avvenuti".
Vicino al tempio protestava anche il gruppo di giornalisti per i diritti umani "
Reporter Senza Frontiere", e il suo segretario generale, Robert Menard, ha detto: "Protesteremo in modo pacifico contro l'ingiusta detenzione nelle carceri cinesi di giornalisti e prigionieri politici, e contro la recente crisi cinese in Tibet".
He Huiqun, 33 anni, studente cinese in un'università giapponese, ha detto: "Oggi siamo venuti qui con 16 mezzi propri insieme ad amici e altri studenti cinesi per sostenere la fiamma olimpica. Il Tibet fa parte della Cina".
A presidiare il passaggio della torcia olimpica vi erano 3.000 agenti di polizia. Dieci poliziotti in tenuta anti-sommossa e altri 100 agenti in borghese hanno scortato la fiamma. La torcia ha poi lasciato Nagano diretta su un treno
shinkansen alla volta dell'aeroporto internazionale di Haneda da dove partirà per Seul.
Fonte: Kyodo News trad. Bea
Galleria fotografica sul Mainichi Shimbun