
Il Museo della Scienza di Osaka (
大阪市立科学館, Osaka Shiritsu Kagakukan) ha esposto oggi una replica di Gakutensoku (学天則), ovvero
il primo robot del Giappone e dell'Oriente, costruito originariamente ottanta anni fa per una mostra e in grado di esprimere varie espressioni facciali. Gakutensoku sarà in mostra al pubblico fino al 18 luglio.
Il robot è alto 3,2 metri e siede ad una scrivania tenendo nella mano destra una penna e una specie di lampada in quella sinistra. È in grado di muovere in modo abbastanza fluido occhi, bocca, e collo. I movimenti non sono guidati da un computer, ma, come nell'originale, sono generati da
aria compressa in grado di fare assumere al robot espressioni facciali che vanno dalla meditazione al sorriso.
Per costruire la copia di Gakutensoku ci sono voluti sei mesi e i suoi costruttori sono andati alla ricerca di
vecchie foto e articoli di giornale che descrivevano il robot originale.
Il Gakutensoku originale fu progettato e costruito nel 1928 dal biologo
Nishimura Makoto (1883-1956). Il suo nome deriva dalla frase "studiare in profondità le leggi dell'universo" (intese come leggi dell'universo e leggi naturali).
L'originale fu messo in mostra per la prima volta a Kyoto nell'ambito delle varie cerimonie per festeggiare l'ascesa al trono dell'Imperatore Showa. Poi girò tutto il Giappone in varie mostre per 31 anni fino a quando se ne persero le tracce in Germania, dove doveva essere venduto. La popolarità di Gakutensoku non si spense nel tempo, e il robot comparve anche nel film epico "Teito Monogatari" (帝都物語, 1988), e il suo nome fu dato ad un
asteroide scoperto nel 1987.
Fonte: 読売新聞 trad. Bea
(video dal sito web del Museo)