Il Primo Ministro giapponese Abe Shinzo e il collega italiano Romano Prodi hanno concordato oggi la promozione di ulteriori collaborazioni in materia di difesa e sicurezza, di assistenza per la ricostruzione dell'Afganistan, e sulla situzione di stallo della questione "Corea del Nord".
Giappone e l'Italia presiederanno il Gruppo degli Otto rispettivamente nel 2008 e nel 2009, e i due leader hanno a lungo discusso dei preoccupanti cambiamenti climatici, dell'assistenza per lo sviluppo dell'economia africana, e di altre questioni globali.
"Giappone e Italia oggi hanno concordato di impegnarsi attivamente nell'assistenza e nella ricostruzione dell'Afghanistan", ha detto Abe. "Il Giappone non può prender parte ai Gruppi di Ricostruzione Provinciale (PRT) della NATO, ma noi continuiamo a lavorare con essi come parte dei nostri progetti di cooperazione, e nei prossimi anni stanzieremo 2 miliardi di yen per l'assistenzai".
Abe si riferisce al Provincial Reconstruction Team della NATO in Afghanistan. Il Giappone non invierà truppe per prendere effettivamente parte ai lavori di ricostruzione a causa della Costituzione pacifista giapponese.
Lodando l'alta qualità e la credibilità delle tecnologie di difesa italiane, Abe ha detto: "Le nostre truppe di auto-difesa importano vari tipi di equipaggiamento e di tecnologie dall'Italia...Vorremo, naturalmente, continuare questo tipo di commercio ogni volta che sia necessario".
Durante l'incontro, durato 55 minuti, Abe ha ribadito l'opposizione del Giappone ad ogni allentamento dell'embargo dell'Unione Europea riguardo le esportazioni di armi in Cina. "E' importante per il Giappone e per l'Unione Europea condividere una comune comprensione della sicurezza nell'estremo oriente e spero di continuare a scambiare opinioni su questo tema", ha detto Abe citato dal portavoce Seko Hiroshige.
Il premier italiano ha risposto dicendo che la questione è "costantemente ponderata" dall'Unione Europea e che "ulteriori discussioni per approfondire l'argomento sono sempre necessarie", sempre stando a Seko.
Sulla questione della Corea del Nord Prodi ha detto in conferenza stampa: "Siamo consapevoli dell'importanza dell'accordo raggiunto ai colloqui a sei e fortemente supportiamo la posizione del Giappone sulla questione della violazione dei diritti umani in Corea del Nord e sul caso dei giapponesi rapiti".
Riguardo al problema dei cambiamenti climatici, Prodi ha lodato le avanzate tecnologie giapponesi per la conservazione dell'energia e la protezione ambientale, notanto che l'Italia vorrebbe lavorare con il Giappone in questo campo per realizzare gli obbiettivi prefissi dall'Unione Europea.
La visita di Prodi giunge in un momento in cui il Giappone sta cercando di incrementare la sua presenza diplomatica in Europa. A questo è servito anche il viaggio di Abe dello scorso gennaio in quattro paesi europei. In quest'occasione non visitò l'Italia.
Nella conferenza stampa congiunta che ha seguito il loro incontro, i due leader hanno anche concordato di cooperare per la non proliferazione e il disarmo dei regimi, e hanno espresso fermo supporto per le riforme all'interno delle Nazioni Unite. Inoltre si sono impegnati nel rafforzare il dialogo politico come anche nell'incrementare gli investimenti e le relazioni commerciali, il turismo, e lo scambio di giovani.
Dopo l'incontro, Prodi, accompagnato da Abe e sua moglie, ha visitano la mostra "
La mente di Leonardo --Nel laboratorio del genio universale" presso il Museo Nazionale di Tokyo. La mostra, come parte dell'evento ''Primavera Italiana 2007'' espone per la prima volta in Giappone il capolavoro di Leonardo "L'Annuncizaione".
La visita di Prodi in Giappone è iniziata ieri e durerà tre giorni.
Fonte: Kyodo News