È entrata in funzione stamattina nel quartiere Koto di Tokyo la prima pista ciclabile del Giappone realizzata per fronteggiare l'aumento di incidenti stradali tra ciclisti e pedoni.
L'Agenzia per la Polizia Nazionale e il Ministero dei Trasporti realizzeranno nei prossimi due anni, in 98 aree designate intono alle stazioni e alle scuole, altre piste esclusivamente ciclabili separate dalle carreggiate per le macchine e dai marciapiedi destinati ai pedoni.
L'attrice Sawajiri Erika (沢尻 エリカ), 21 anni, sabato scorso è tornata in Giappone dopo quasi tre mesi di assenza. Proveniente da Londra, dove ha trascorso 85 giorni, la Sawajiri è atterrata all'aeroporto di Narita insieme al fidanzato Takashiro Tsuyoshi (43 anni).
Kawabuchi Saburō, 71 anni, Presidente della Japan Football Association (JFA, 日本サッカー協会, Nihon Sakkā Kyōkai), vuole che la nazionale giapponese di calcio vinca la Coppa del Mondo entro il 2050. Kawabuchi ha un grande sogno, quello di contribuire a salvare giovani vite. Le classi vengono divisi in gruppi d'esercizio nella palestra della scuola e in lezioni in classe, e il calcio è espressamente bandito da entrambi. "I bambini si aspettano che i giocatori parlino di come hanno fatto a diventare famosi", dice Teshima. "Si sorprendono a vedere che non è così. Noi non vogliamo che i nostri insegnanti facciano questo. Ciò che aiuta di più è parlare di come superare le difficoltà. Noi vogliamo che i bambini trovino il loro modo il più presto possibile cosicché possano risolvere i loro problemi".
La JFA intende espandere il progetto a 400 lezioni nei prossimi 12 mesi ed altre 800 lezioni durante il successivo anno fiscale. "Il denaro non è il nostro obbiettivo. Speriamo di trasformare il progetto in un'organizzazione no-profit per estendere la nostra influenza in modo che più persone possano essere coinvolte a livello locale cercando la collaborazione anche delle altre leghe sportive. Non è necessario essere giocatori di calcio. Abbiamo già vari artisti e musicisti che collaborano al progetto".
L'ex medaglia di bronzo olimpica per il nuoto Tanaka Masami, la cantante Yoshizawa Hitomi (ex leader delle Morning Musume) e la ex cheerleader della NFL Nakayami Masako sono tra gli altri artisti e sportivi coinvolti dalla JFA. "Le squadre di calcio possono fare in modo che i loro giocatori si uniscano al progetto. Ho parlato con più di 1.400 giocatori su e giù per il paese, chiedendo loro di unirsi a noi. Ma noi prendiamo solo chi alza la mano. Per quanto grande possa essere il loro entusiasmo, noi prendiamo solo persone che aderiscono a questo progetto con il cuore".
Teshima aggiunge: "Vogliamo raggiungere ogni singolo bambino in Giappone...non importa quanto tempo ci voglia".
Fonte: Reuters trad. Bea
I genitori giapponesi di Fukuoka che non riescono a trovare una buona babysitter ora hanno un'alternativa che non si stanca mai: un amichevole robot che intrattiene i bambini in un centro commerciale locale.
La Aeon Co. ha infatti "assunto" un robot giallo e bianco alto 1,4 metri in un centro commerciale della città di Fukuoka con l'incarico di intrattenere i bambini.
Se i genitori vogliono lasciare i loro bambini con il robot mentre vanno a far spese per il centro commerciale, devono fare indossare ai bambini uno speciale cartellino a codice a barre che il robot è in grado di leggere. Il robot può identificare il bambino dal nome e dall'età e può parlare con lui, anche se il suo vocabolario per il momento è limitato.
Tmsuk e Aeon intendono sviluppare ulteriormente la tecnologia robotica per altri usi, come utilizzare il robot per guidare i clienti nei reparti del centro commerciale o per riempire loro i carrelli.
Altro obbiettivo dell'esperimento è quello di abituare i bambini ai robot visto che in un prossimo futuro i robot umanoidi saranno sempre più presenti nella vita quotidiana dei giapponesi.
Con il tasso di natalità in calo, le compagnie giapponesi usano già gli umanoidi come guardie di sicurezza, receptionist, e per altre funzioni.
Fonte: AFP via Yahoo!News trad. Bea
La Principessa Aiko tra qualche giorno inizierà a frequentare le scuole elementari. Ma la sua presenza alla Gakushūin Shotōka (学習院初等科) del quartiere Shinjuku (Tokyo) sta causando qualche problema alle madri dei prossimi compagni di classe della Principessa. Inoltre sembra a molti che la madre di Aiko, la Principessa Masako, con l'inizio del nuovo corso scolastico della figlia sarà sottoposta fonti di ulteriore stress. Una fonte vicina alla Gakushūin sta chiedendo a tutte le madri di non mostrare foto scattate all'interno della scuola agli estranei: "Hanno fatto lo stesso quando Aiko frequentava l'asilo, ma molte madri hanno protestato. Naturalmente vogliono essere in grado di poter mostrare le foto dei loro figli a scuola". Sembra anche che sia calato il numero dei genitori che ha fatto offerte alla scuola dopo l'accettazione dei loro figli proprio per protestare in qualche modo a tutte le restrizioni imposte.
Nonostante le proteste di queste madri, un portavoce della scuola nega che ci sia un legame tra Aiko e i nuovi provvedimenti. "Il cambiamento nel numero di studenti per classe fa parte della nostra politica di migliorare l'insagnamento. Non possiamo rilasciare commenti sulle misure di sicurezza perchè ne andrebbe meno la sicurezza di tutti i nostri studenti".
Per la Principessa Masako la nuova scuola di sua figlia non sarà necessariamente un evento felice, ma sarà certamente l'inizio di una nuova sfida da affrontare.
I passeggeri che dal primo aprile al 6 maggio si vestiranno da ninja e prenderanno il treno lungo la linea Iga Testudo viaggeranno senza pagare il biglietto. Lo hanno annunciato le ferrovie giapponesi. Durante quei giorni si tiene ad Iga un famoso festival dedicato ai ninja.
La Iga Tetsudo, che lo scorso ottobre ha sostituito la vecchia linea Kintetsu Iga, ha promossso questa offerta in quanto parte dei festeggiamenti dell'Iga Ueno Ninja Festa (伊賀上野NINJAフェスタ), il festival che celebra il legame tra la città della prefettura di Mie e l'antica arte del ninjutsu.
Ogni anno la città organizza il Ninja Festa che si tiene nei quartieri centrali di Iga. Molti degli eventi organizzati hanno a che vedere con i ninja. I visitatori, tra le altre cose, hanno l'opportunità di cimentarsi nel lancio degli shuriken.
Una delle maggiori attrazioni del festival è quella di poter affittare costumi da ninja, e non è affatto insolito vedere ta le strade di Iga intere famiglie vestite da ninja.
Fonte: Mainichi Daily News trad. Bea
"Dal momento in cui si verificò l'incidente Asama (あさま山荘事件, Asama Sansō Jiken) volevo fare un film sull'accaduto", dice Wakamatsu. "Ma ci sarebbe voluto molto sforzo e sentivo sempre di qualche regista che voleva girare film simili. Se ci fosse stato un regista che con il suo film mi avesse soddisfatto, non sarebbe stato necessario che ne facessi uno anche io. Ma i film che ho visto sull'incidente Asama sono tutti differenti da ciò che avevo in mente. Così ho sentito il bisogno di fare il mio film e di raccontare la verità".
Tra i film sul Sekigun e gli eventi del 1972 ci sono "Hikari no Ame (Rain of Light, 2001) di Takahashi Banmei, che si concentra piuttosto teatralmente sulle torture, e "Totsunyuseyo! Asama Sansō Jiken (Choice of Hercules, 2002) di Harada Masato, un film commerciale che racconta gli eventi dal punto di vista della polizia, e che, stando a Wakamatsu, è "pieno di bugie", mentre il suo film è vero "al 90%". "Ho ricreato eventi passati nel presente, per cui in un certo senso ci sono elementi da fiction", spiega.
La drammatica fine dell'assedio, con milioni di giapponesi incollati davanti agli schermi della TV, ebbe un notevole impatto sul radicalismo studentesco giapponese. "Gotoda Masaharu, capo dell'Agenzia per la Polizia Nazionale, è stato molto intelligente. Ha mostrato per dieci giorni al popolo giapponese gli eventi di Asama senza sosta, mentre dipingeva i membri dell'Armata Rossa all'interno della baita come terroristi. Dopo l'incidente Asama il movimento studentesco perse forza".
Wakamatsu, che ora ha 71 anni, è in un'età durante la quale molti registi si rilassano o si ritirano, ma lui sembra non avere voglia di andare in pensione. "Non ho più molto tempo", dice il regista, che ha vinto una lunga battaglia contro un tumore al fegato. "Non so quanto tempo mi resti ancora, per cui voglio girare quanti più film mi è possibile. La prossima volta mi piacerebbe girare un film normale! Ma non credo che comunque qualunque film girerò finirà normalmente".
Wakamatsu comunue non ha intenzione di tornare al genere pink, genere con il quale ha creato i suoi film più famosi. "I pink movie dovrebbero essere film guerriglia. Dovrebbe essere una cosa nascosta. Ho lasciato perdere il film pink perchè cominciarono ad essere noti a molti e ognuno iniziava a lodarli. Non erano più film guerriglia. Essere guerrigliero significa combattere contro il governo con un piccolo manipolo di persone. Non sono un Che Guevara o un Fidel Castro, o persone simili, ma non è più divertente o interessante se tutti lodano questo genere di cose portandole allo scoperto".
Wakamatsu nel mondo dei giovani registi non intravede nessun successore in grado di portare avanti il suo cinema "contro il sistema". "Sono riuscito a sopravvivere come regista per 40 anni perchè sono riuscito ad infilare il mio pensiero politico e la mia rabbia dentro l'etichetta 'pink movie'. Ma oggigiorno sembra che tutti si siano dimenticati cosa sia la rabbia. Tutti hanno lo stomaco troppo pieno! Un paese che lotta per svilupparsi tende a produrre buoni film. Un paese sviluppato non lo fa. Il Giappone e l'America non hanno proprio nulla per cui battersi, e lo si vede perchè non fanno più bei film".
Fonte: The Japan Times
L'astronauta giapponese Doi Takao (土井隆雄) ha parlato oggi con il Primo Ministro Fukuda Takeo in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale per riportare il successo della sua missione.
La Corea del Sud è letteralmente sommersa da un'ondata di cultura pop giapponese: manga, romanzi, film, e anche cosplay cafe. I giovani in particolare sembrano amare le opere di intrattenimento che hanno a che vedere con temi leggeri. Sul fronte opposto il numero dei film sud-coreani esportati in Giappone è in netto calo, spingendo il governo sud-coreano ad adottare misure per rinvigorire l'industria cinematografica."Ho iniziato a fare cosplay al sesto anno della scuola primaria [11-12 anni], vestendomi da Sailor Moon ", ha detto Chong Tae Jong (nella foto in alto), ora diciottenne cameriera presso il cosplay cafe Flying Needle. "Cosplay" è l'abbreviazione per "costume play", ovvero la pratica di vestirsi come i personaggi preferiti degli anime. Il Flying Needle mette a disposizione dei suoi clienti vari costumi tratti da anime, manga, e video giochi. Inaugurato sei anni fa, il cafe ha avuto subito un discreto successo, attraendo 8.000 clienti mascherati al mese. "Il cosplay è nato in Giappone e col tempo è diventato un fenomeno di cultura globale", afferma Chong, travestita da cameriera.
Nel 1998 il governo sud-coreano riaprì le porte del suo mercato ai film e alle pubblicazioni made in Japan dopo un divieto che durava dal 1945. Chong che nel 1998 aveva 8 anni è cresciuta con i manga e gli anime giapponesi. Molti giovani della sua generazione sono ora consumatori voraci di tutto ciò che fa cultura pop nipponica.
Cosplay, manga e anime non sono gli unici prodotti d'importazione che sono diventati popolari nella Corea del Sud. Molti romanzi giapponesi sono amati dai lettori sud-coreani. Tra i primi 100 best seller venduti al Kyobo Book Center (Kyobo Moongo), la più grande libreria di Seul (nella foto qui a sinistra), il numero dei romanzi giapponesi è aumentato dai 15 del 2003 ai 42 dello scorso anno, superando il numero dei romanzi sud-coreani della lista. Nel mercato dell'editoria generale le traduzioni di opere giapponesi rappresentano l'8% dei 53.225 prodotti editoriali pubblicati in Corea del Sud nel 2007.
"I romanzi sud-coreani trattano temi impegnativi, come lo stato e la politica, e mancano d'intrattenimento", dice Paek Won Kun, un ricercatore che si occupa di pubblicazioni presso il Korean Publishing Research Institute. "Invece le opere giapponesi sono più leggere nei contenuti e possono essere lette facilmente", aggiunge.
E mentre il Giappone invade culturalmente la Corea del Sud, ciò che nell'arcipelago giapponese era conosciuto come hanryu (韓流, onda coreana), il boom della cultura sud-coreana che nel 2003 seguì il successo del popolare telefilm coreano "Winter Sonata", ha perso ormai vigore.
Stando alla South Korean Film Commission, i film esportati nel mercato giapponese hanno subito un declino del 20% nel 2006, dopo aver raggiunto il picco di vendite nel 2005. Lee Hae Ton, funzionario presso il team del Ministero della Cultura e del Turismo che si occupa dell'industria cinematografica, suggerisce che l'hanryu boom è dipeso solo dalla popolarità di alcuni attori sud-coreani. Aggiunge anche che la qualità dei film coreani si è notevolmente abbassata come risultato del fatto che l'industria cinematografica dipende troppo dalla popolarità degli attori per attrarre gli spettatori al cinema.
Tuttavia l'industria cinematografica è importate per le esportazioni della Corea del Sud, dove le risorse naturali sono scarse. Nel 2006 il governo ha stanziato 300 miliardi di won (circa 28,4 miliardi di yen) per promuovere i film coreani all'estero sostenendo anche le spese per sottotitolare le pellicole.
Il bacio tra Nora Jones e Jude Law nel film "My Blueberry Nights" ha già colpito l'immaginazione pubblica (il film distribuito in Giappone dalla Tōhō esce nelle sale giapponesi sabato prossimo), e l'ultimo sondaggio della Oricon riguarda proprio le labbra da baciare.