ニュース News dal Giappone 日本

Un piccolo spazio per essere informati sul meraviglioso e magico mondo del Sol Levante!
lunedì, 31 marzo 2008

Entra in funzione a Tokyo la prima pista ciclabile

È entrata in funzione stamattina nel quartiere Koto di Tokyo la prima pista ciclabile del Giappone realizzata per fronteggiare l'aumento di incidenti stradali tra ciclisti e pedoni.

L'Agenzia per la Polizia Nazionale e il Ministero dei Trasporti realizzeranno nei prossimi due anni, in 98 aree designate intono alle stazioni e alle scuole, altre piste esclusivamente ciclabili separate dalle carreggiate per le macchine e dai marciapiedi destinati ai pedoni.

La pista lunga 400 metri e larga 2 metri costeggia la Keiyo Expressway nei pressi della stazione ferroviaria Kameido. La pista è separata dalla strada per mezzo di barriere di protezione.

Alle 11:00 di questa mattina (ora locale) poliziotti con indosso degli impermeabili (per via della pioggia) hanno iniziato a pedalare lungo la pista seguiti da altri ciclisti.

Fonte: Yomiuri Daily News trad. Bea
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categorie: cronaca, curiosità, società - 社会
lunedì, 31 marzo 2008

La Sawajiri torna in Giappone dopo "l'esilio"

L'attrice Sawajiri Erika (沢尻 エリカ), 21 anni, sabato scorso è tornata in Giappone dopo quasi tre mesi di assenza. Proveniente da Londra, dove ha trascorso 85 giorni, la Sawajiri è atterrata all'aeroporto di Narita  insieme al fidanzato Takashiro Tsuyoshi (43 anni). 

A Londra ha frequentato un corso d'inglese, e i risultati dello studio si sono sentiti quando all'aeroporto cadendole la borsa dei trucchi ha esclamato disinvolta "Oh, shit!". Sembra che il soggiorno in Giappone della Sawajiri sarà breve. L'attrice ripartirà alla volta della capitale inglese dopo aver festeggiato il suo compleanno che cade l'8 aprile. 

All'aeroporto la Sawajiri ha evitato le domande dei giornalisti rispondendo in inglese solo con qualche "Yeah".

Lo scorso settembre l'attrice si era presentata alla première del suo ultimo film "Closed Note" (クローズド・ノート) visibilmente scocciata mandando a monte gli eventi previsti per la prima del film. Alla domanda "Quale scena del film è la sua preferita", l'attrice rispose "Nessuna in particolare", scatenando un putiferio tra i fans e soprattutto nello show business giapponese che da allora l'ha bandita da qualsiasi impegno ufficiale.

Subito dopo l'incidente, per cercare di salvare in qualche modo la sua carriera, la Sawajiri ha espresso le sue scuse sulle pagine del suo sito web. "Ho causato un'enorme quantità di problemi e sono terribilmente dispiaciuta. Sono stata la causa di tutte le cose cattive che sono successe alla première e intendo prendermi la responsabilità delle mie azioni. Ciò che è accaduto dimostra che ho ancora molto da fare per crescere".

Fonte: スポーツ報知 trad. Bea
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categorie: cinema- 映画
mercoledì, 26 marzo 2008

La Lega Calcio contro i suicidi giovanili

Kawabuchi Saburō, 71 anni, Presidente della Japan Football Association (JFA, 日本サッカー協会, Nihon Sakkā Kyōkai), vuole che la nazionale giapponese di calcio vinca la Coppa del Mondo entro il 2050. Kawabuchi ha un grande sogno, quello di contribuire a salvare giovani vite.

In risposta all'ondata di suicidi tra i bambini nel 2006, la JFA ha lanciato un progetto per aiutare i bambini a pensare positivamente al futuro in una società che diventa sempre più pressante.

Molti atleti e celebrità visiteranno le scuole elementari lungo tutto il paese all'interno del programma della JFA denominato "Kokoro no Purojekuto" ( こころのプロジェクト, Il Progetto del Cuore). "Il nostro progetto non ha niente a che vedere con i soldi. Si tratta di dare qualcosa alla società", ha detto il capo del progetto, Teshima Hideto. "Il boom dei suicidi è stato il catalizzatore. Kawabuchi ha pensato che la Lega Calcio possa essere d'aiuto".

Il programma della JFA è stato lanciato nell'aprile del 2007. Da allora i suoi  "dream teachers", tra i quali figurano l'ex capitano della nazionale giapponese di calcio Ihara Masami e l'ex tennista Matsuoka Shuzo, sono stati in più di 250 scuole.

"Dopo la fine delle lezioni i bambini scrivono i propri pensieri su un foglio di carta. Una bambina al sesto anno ha coperto il suo foglio con un altro incollandoli insieme con il nastro adesivo", racconta Teshima. "In seguito abbiamo tolto il nastro e abbiamo letto quello che la bambina aveva scritto: 'Ho pensato di suicidarmi molte volte. Ma dopo aver ascoltato la lezione di oggi ho pensato che voglio restare viva'. Era seria. Se riusciamo ad arrivare anche solo al cuore di una bambina, questo dimostra quanto valore abbia il nostro progetto. Nonostante i miliardi di soldi che spendiamo, vale la pena anche solo salvare una giovane vita".

Le classi vengono divisi in gruppi d'esercizio nella palestra della scuola e in lezioni in classe, e il calcio è espressamente bandito da entrambi. "I bambini si aspettano che i giocatori parlino di come hanno fatto a diventare famosi", dice Teshima. "Si sorprendono a vedere che non è così. Noi non vogliamo che i nostri insegnanti facciano questo. Ciò che aiuta di più è parlare di come superare le difficoltà. Noi vogliamo che i bambini trovino il loro modo il più presto possibile cosicché possano risolvere i loro problemi".

La JFA intende espandere il progetto a 400 lezioni nei prossimi 12 mesi ed altre 800 lezioni durante il successivo anno fiscale. "Il denaro non è il nostro obbiettivo. Speriamo di trasformare il progetto in un'organizzazione no-profit per estendere la nostra influenza in modo che più persone possano essere coinvolte a livello locale cercando la collaborazione anche delle altre leghe sportive. Non è necessario essere giocatori di calcio. Abbiamo già vari artisti e musicisti che collaborano al progetto".

L'ex medaglia di bronzo olimpica per il nuoto Tanaka Masami, la cantante Yoshizawa Hitomi (ex leader delle Morning Musume) e la ex cheerleader della NFL Nakayami Masako sono tra gli altri artisti e sportivi coinvolti dalla JFA. "Le squadre di calcio possono fare in modo che i loro giocatori si uniscano al progetto. Ho parlato con più di 1.400 giocatori su e giù per il paese, chiedendo loro di unirsi a noi. Ma noi prendiamo solo chi alza la mano. Per quanto grande possa essere il loro entusiasmo, noi prendiamo solo persone che aderiscono a questo progetto con il cuore".

Teshima aggiunge: "Vogliamo raggiungere ogni singolo bambino in Giappone...non importa quanto tempo ci voglia".

Fonte: Reuters trad. Bea

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categorie: infanzia - 子供, società - 社会, sport - スポーツ
mercoledì, 26 marzo 2008

La babysitter? È un robot

I genitori giapponesi di Fukuoka che non riescono a trovare una buona babysitter ora hanno un'alternativa che non si stanca mai: un amichevole robot  che intrattiene i bambini in un centro commerciale locale.

La Aeon Co. ha infatti "assunto" un robot giallo e bianco alto 1,4 metri in un centro commerciale della città di Fukuoka con l'incarico di intrattenere i bambini.

Se i genitori vogliono lasciare i loro bambini con il robot mentre vanno a far spese per il centro commerciale, devono fare indossare ai bambini uno speciale cartellino a codice a barre che il robot è in grado di leggere. Il robot può identificare il bambino dal nome e dall'età e può parlare con lui, anche se il suo vocabolario per il momento è limitato.

Il robot, creato in cooperazione con la Tmsuk ( テムザック, società di Kitakyushu fondata nel 2000 con l'obbiettivo di creare una società in cui persone e robot umanoidi possano coesistere), è in grado anche di usare un proiettore installato in uno degli occhi per trasmettere messaggi pubblicitari o per mostrare immagini riprese con una telecamera installata nell'altro occhio.

Tmsuk e Aeon intendono sviluppare ulteriormente la tecnologia robotica per altri usi, come utilizzare il robot per guidare i clienti nei reparti del centro commerciale o per riempire loro i carrelli.

Altro obbiettivo dell'esperimento è quello di abituare i bambini ai robot visto che in un prossimo futuro i robot umanoidi saranno sempre più presenti nella vita quotidiana dei giapponesi.

Con il tasso di natalità in calo, le compagnie giapponesi usano già gli umanoidi come guardie di sicurezza, receptionist, e per altre funzioni.

Fonte: AFP via Yahoo!News trad. Bea

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categorie: società - 社会, tecnologia - テクノロジー
martedì, 25 marzo 2008

Iniziano già i problemi per Aiko e Masako

La Principessa Aiko tra qualche giorno inizierà a frequentare le scuole elementari. Ma la sua presenza alla  Gakushūin Shotōka (学習院初等科) del quartiere Shinjuku (Tokyo) sta causando qualche problema alle madri dei prossimi compagni di classe della Principessa. Inoltre sembra a molti che la madre di Aiko, la Principessa Masako, con l'inizio del nuovo corso scolastico della figlia sarà sottoposta fonti di ulteriore stress.

Fondata nel 1877 per i membri della Famiglia Imperiale e le famiglie nobili giapponesi, la Gakushūin, che attualmente è una scuola privata aperta a chiunque, sta completando in questi giorni i preparativi finali per accogliere al meglio la Principessa Aiko, 6 anni. Tra questi preparativi vi è naturalmente la sicurezza, ma anche la selezione dei suoi compagni di classe.

"La Gakushūin ha ridotto il numero degli studenti per classe da 44 a 33. La scuola ha dovuto spostare una piscina e una palestra in un'area nei pressi della scuola per costruire nuove classi. In aprile a tutti gli studenti sarà data una carta ID con processori IC", dice la mamma di un allievo della scuola. Aggiunge che questi nuovi cambiamenti sono dovuti dalla presenza di Aiko.
Per quanto riguarda invece la selezione dei compagni di classe di Aiko un'altra madre dice: "Ho sentito che, proprio come successe per il padre di Aiko, il Principe Ereditario Naruhito, i compagni di Aiko sono già stati scelti in base, ad esempio, al lignaggio familiare. Nella classe di Aiko circa il 70% degli studenti proviene dallo stesso asilo della Gakushūin, mentre due terzi dei 130 studenti sono nuovi arrivati alla scuola. Sembra che la scuola stia prevedendo di costruire intorno all'edificio scolastico delle mura per proteggere la Principessa dai paparazzi e per sicurezza personale".

Una fonte vicina alla Gakushūin sta chiedendo a tutte le madri di non mostrare foto scattate all'interno della scuola agli estranei: "Hanno fatto lo stesso quando Aiko frequentava l'asilo, ma molte madri hanno protestato. Naturalmente vogliono essere in grado di poter mostrare le foto dei loro figli a scuola". Sembra anche che sia calato il numero dei genitori che ha fatto offerte alla scuola dopo l'accettazione dei loro figli proprio per protestare in qualche modo a tutte le restrizioni imposte.

Nonostante le proteste di queste madri, un portavoce della scuola nega che ci sia un legame tra Aiko e i nuovi provvedimenti. "Il cambiamento nel numero di studenti per classe fa parte della nostra politica di migliorare l'insagnamento. Non possiamo rilasciare commenti sulle misure di sicurezza perchè ne andrebbe meno la sicurezza di tutti i nostri studenti".

Un problema più grande sembra invece essere la relazione tra la Principessa Masako e le altre madri. La fonte vicina alla scuola dice: "Diversamente da quando Aiko frequentava l'asilo, la Principessa Masako avrà ora più eventi scolastici ai quali partecipare, come gli incontri con le altre madri, i giorni di osservazione in classe, e le gite scolastiche. Quando qualche anno fa la Principessa Masako partecipò ad una gita organizzata dall'asilo, iniziò a piovere e lei non sapeva cosa fare. Nessuna delle altre madri parlò con lei o le diede una mano. Questo mostrò che la comunicazione tra loro non funzionava affatto a quel tempo".

Per la Principessa Masako la nuova scuola di sua figlia non sarà necessariamente un evento felice, ma sarà certamente l'inizio di una nuova sfida da affrontare.

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categorie: famiglia imperiale - 皇室
lunedì, 24 marzo 2008

Treno gratis per i...ninja!

I passeggeri che dal primo aprile al 6 maggio si vestiranno da ninja e prenderanno il treno lungo la linea Iga Testudo viaggeranno senza pagare il biglietto. Lo hanno annunciato le ferrovie giapponesi. Durante quei giorni si tiene ad Iga un famoso festival dedicato ai ninja.

La Iga Tetsudo, che lo scorso ottobre ha sostituito la vecchia linea Kintetsu Iga, ha promossso questa offerta in quanto parte dei festeggiamenti dell'Iga Ueno Ninja Festa (伊賀上野NINJAフェスタ), il festival che celebra il legame tra la città della prefettura di Mie e l'antica arte del ninjutsu.

Ogni anno la città organizza il Ninja Festa che si tiene nei quartieri centrali di Iga. Molti degli eventi organizzati hanno a che vedere con i ninja. I visitatori, tra le altre cose, hanno l'opportunità di cimentarsi nel lancio degli shuriken.

Una delle maggiori attrazioni del festival è quella di poter affittare costumi da ninja, e non  è affatto insolito vedere ta le strade di Iga intere famiglie vestite da ninja.

Fonte: Mainichi Daily News trad. Bea

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categorie: curiosità, cultura - 文化, storia - 歴史, turismo - 観光
venerdì, 21 marzo 2008

Gli ultimi giorni della lotta rivoluzionaria in Giappone

L'Occidente vede l'era turbolenta degli anni '60 e '70 principalmente attraverso le lenti delle sue proteste e dei suoi movimenti radicali, con la Guerra del Vietnam come principale obbiettivo della rabbia degli attivisti. Se si pensa invece all'Oriente degli stessi anni viene in mente di solito la Cina di Mao e le Guardie Rosse, che divennero fonte d'ispirazione per i Weathermen e altri gruppi radicali occidentali.

Tuttavia come ci ricorda l'ultimo film-documentario di Wakamatsu Koji (若松孝二) "Jitsuroku: Rengo Sekigun: Asama Sansō e no Michi (実録・連合赤軍 あさま山荘への道程, Storia vera: L'armata Rossa Unita, la strada verso la baita Asama, 2008)", il Giappone in quegli anni aveva il suo gruppo di studenti radicali che dalle proteste pacifiche passarono al terrorismo mentre al loro interno conducevano epurazioni sanguinarie. L'Armata Rossa Giapponese (日本赤軍, Nihon Sekigun), fondata nel 1971, divenne il più famoso di questi gruppi radicali, autore di numerosi atti di terrorismo che durarono circa venti anni. Tra le loro imprese si contano dirottamenti aerei, attacchi ad ambasciate, attacchi con bombe ad edifici, l'uccisione di 26 persone e il ferimento di 81 al Lod Airport di Tel Aviv nel maggio del 1972. In Giappone il gruppo divenne tristemente famoso a livello nazionale quando cinque dei suoi membri nel febbraio del 1972 tennero in ostaggio per 10 giorni una persona presso l'Asama Mountain Lodge in Karuizawa (a nord di Tokyo) ingaggiando una sparatoria con la polizia ripresa in diretta TV.

Wakamatsu, un gangster diventato regista, pioniere dei "pink movies" in Giappone all'inizio degli anni '60, più volte vittima della censura per i suoi film oltraggiosi, non solo era amico di affiliati del Nihon Sekigun, ma si unì al gruppo in Palestina come "recluta". Da questa esperienza realizzò il film "Sekigun/PFLP — Sekai Senso Sengen (赤軍-PFLP・世界戦争宣言, Armata Rossa/PFLP: Dichiarazione di Guerra Mondiale, 1971). Questi ed altri contatti con l'Armata Rossa Giapponese fecero di Wakamatsu un obbiettivo per le autorità giapponesi e lo resero "straniero non desiderato" per gli USA.

Ma qualunque sia stato il suo passato o la sua attuale opinione (ora dichiara di non essere né di destra né di sinistra), Wakamatsu manifesta un atteggiamento rigorosamente distaccato in "Jitsuroku Rengo Sekigun", proiettato in prima internazionale allo scorso Festival del Cinema di Berlino. Wakamatsu crede fermamente che solo lui poteva essere in grado di fare un film come questo, ma sembra non indulgere in speciali difese dei suoi ex camerati. Rifiuta infatti di commentare i fatti.

Ciò che lui fa, con grande meticolosità, usando materiale documentaristico e ricostruzioni drammatiche, è tracciare l'origine e l'ascesa del gruppo radicale, iniziando dalla nascita dell'attivismo studentesco in opposizione al Trattato di Sicurezza tra Giappone e Stati Uniti firmato nel 1960, e dal supporto giapponese agli USA durante la Guerra del Vietnam. "Nel film voglio mostrare ai giovani di oggi perchè accaddero simili cose. Giudicare quelle azioni buone o cattive dipende dalle opinioni personali di ciascun spettatore. Io non prendo posizione nel film. Ho solamente documentato il cammino che i radicali hanno seguito. Il resto spetta al pubblico", dice Wakamatsu.

Il film inizia il suo racconto drammatico nella seconda parte, dopo che due gruppi radicali si uniscono nel luglio del 1971 per formare il Rengo Sekigun, un gruppo dedicato alla rivoluzione armata. Nel 1972 il gruppo va alla volta delle Alpi giapponesi per un intenso periodo di allenamento e indottrinamento. Lo scenario idilliaco e remoto non induce nel gruppo pace e armonia. Al contrario, il leader, rigidamente dogmatico, Mori Tsuneo (interpretato da Jibiki Go) e il suo leale secondo, Nagata Hiroko (interpretata da Namiki Akie) si sbarazzarono senza pietà degli elementi  "anti-rivoluzionari" il cui zelo per la causa non era sufficientemente puro e assoluto, forzandoli a  confessare i loro peccati intellettuali, le attitudini, e il carattere.

Questo era il comune modus operandi dell'estrema sinistra di quegli anni, incluse le Guardie Rosse cinesi, ma Mori, Nagata, e i loro alleati seppero dare un tocco unicamente giapponese alla loro inquisizione interna, a partire da atti di bullismo nei confronti di chi offendeva in qualche modo l'armonia (wa) del gruppo. Una donna, la bella Toyama Mieko (Sakai Maki), viene esposta al ridicolo dalla (ovviamente invidiosa) Nagata per il suo bell'aspetto e per l'essere popolare tra gli uomini. Ma questi atti di bullismo (ijime) si trasformano pian piano  in pestaggi di massa, privazione di cibo, esposizioni alle intemperie, e alla fine condussero alla morte di 12 radicali, mentre altri cercarono di fuggire per le montagne per scampare alle "confessioni".  Nel girare queste scene  Wakamatsu mantiene un approccio diretto ed oggettivo raccontando solo i fatti (quando le vittime muoiono, compaiono sullo schermo le loro età e i nomi) il che amplifica il senso di orrore.

Quando il numero dei radicali diminuisce e la polizia è sulle loro tracce, il gruppo si divide in due e scappa dal loro rifugio. Uno viene subito intercettato dai poliziotti, mentre l'altro, composto da cinque membri, trova scampo in un'isolata baita chiamata Asama Sansō e ne prende in ostaggio la proprietaria. Subito centinaia di poliziotti circondano la baita intimando il gruppo di arrendersi, ma la risposta dei radicali è una raffica di colpi di arma da fuoco, e la situazione precipita in 10 giorni di stallo seguiti alla TV dall'intera nazione. Alla fine, dopo la morte di due poliziotti e il ferimento di 23, la polizia fa irruzione nella baita e arresta i radicali. 

"Dal momento in cui si verificò l'incidente Asama (あさま山荘事件, Asama Sansō Jiken) volevo fare un film sull'accaduto", dice Wakamatsu. "Ma ci sarebbe voluto molto sforzo e sentivo sempre di qualche regista che voleva girare film simili. Se ci fosse stato un regista che con il suo film mi avesse soddisfatto, non sarebbe stato necessario che ne facessi uno anche io. Ma i film che ho visto sull'incidente Asama sono tutti differenti da ciò che avevo in mente. Così ho sentito il bisogno di fare il mio film e di raccontare la verità".

Tra i film sul Sekigun e gli eventi del 1972 ci sono "Hikari no Ame (Rain of Light, 2001) di Takahashi Banmei, che si concentra piuttosto teatralmente sulle torture, e "Totsunyuseyo! Asama Sansō Jiken (Choice of Hercules, 2002) di Harada Masato, un film commerciale che racconta gli eventi dal punto di vista della polizia, e che, stando a Wakamatsu, è "pieno di bugie", mentre il suo film è vero "al 90%". "Ho ricreato eventi passati nel presente, per cui in un certo senso ci sono elementi da fiction", spiega.

"Non si sa com'era la situazione dentro la baita, nessuno ha lasciato qualcosa di scritto a proposito. Di quelli all'esterno, solo io e Adachi Masao (regista, scrittore, ed ex membro dell'Armata Rossa Giapponese) sappiamo". Otto anni fa Wakamatsu incontrò Bando Kunio, l'unico dei cinque all'interno della baita ancora in libertà. "Mi disse che combatterono fino alla fine come dovere morale verso quelli che erano morti per le epurazioni. Tutti s'impegnarono a combattere fino alla fine. Avevano commesso il peccato di epurazioni assassine e per fare ammenda sentirono che dovevano combattere contro le autorità anche se significava andare incontro alla morte". 

La drammatica fine dell'assedio, con milioni di giapponesi incollati davanti agli schermi della TV, ebbe un notevole impatto sul radicalismo studentesco giapponese. "Gotoda Masaharu, capo dell'Agenzia per la Polizia Nazionale, è stato molto intelligente.  Ha mostrato per dieci giorni al popolo giapponese gli eventi di Asama senza sosta, mentre dipingeva i membri dell'Armata Rossa all'interno della baita come terroristi. Dopo l'incidente Asama il movimento studentesco perse forza".

Wakamatsu, che ora ha 71 anni, è in un'età durante la quale molti registi si rilassano o si ritirano, ma lui sembra non avere voglia di andare in pensione. "Non ho più molto tempo", dice il regista, che ha vinto una lunga battaglia contro un tumore al fegato. "Non so quanto tempo mi resti ancora, per cui voglio girare quanti più film mi è possibile. La prossima volta mi piacerebbe girare un film normale! Ma non credo che comunque qualunque film girerò finirà normalmente".

Wakamatsu comunue non ha intenzione di tornare al genere pink, genere con il quale ha creato i suoi film più famosi. "I pink movie dovrebbero essere film guerriglia. Dovrebbe essere una cosa nascosta. Ho lasciato perdere il film pink perchè cominciarono ad essere noti a molti e ognuno iniziava a lodarli. Non erano più film guerriglia. Essere guerrigliero significa combattere contro il governo con un piccolo manipolo di persone. Non sono un Che Guevara o un Fidel Castro, o persone simili, ma non è più divertente o interessante se tutti lodano questo genere di cose portandole allo scoperto". 

Wakamatsu nel mondo dei giovani registi non intravede nessun successore in grado di portare avanti il suo cinema "contro il sistema". "Sono riuscito a sopravvivere come regista per 40 anni perchè sono riuscito ad infilare il mio pensiero politico e la mia rabbia dentro l'etichetta 'pink movie'. Ma oggigiorno sembra che tutti si siano dimenticati cosa sia la rabbia. Tutti hanno lo stomaco troppo pieno! Un paese che lotta per svilupparsi tende a produrre buoni film. Un paese sviluppato non lo fa. Il Giappone e l'America non hanno proprio nulla per cui battersi, e lo si vede perchè non fanno più bei film".

Fonte: The Japan Times

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categorie: cinema- 映画
giovedì, 20 marzo 2008

L'austronauta Doi parla con Fukuda dallo spazio

L'astronauta giapponese Doi Takao (土井隆雄) ha parlato oggi con il Primo Ministro Fukuda Takeo in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale per riportare il successo della sua missione.

Doi ha raccontato a Fukuda di aver portato a termine la sua missione che consisteva nell'attaccare un laboratorio capsula made in Japan, KIBO, alla Stazione Spaziale.

"Primo Ministro Fukuda, salve da Kibo", ha detto Doi. "Sono felice di comunicare che siamo riusciti ad attaccare alla Stazione Spaziale il modulo KIBO, riempito dei sogni del popolo giapponese".

Doi ha mostrato a Fukuda l'interno per piccolo modulo, che orbita a 400 km sopra la terra.

Fukuda si è congratulato con Doi scherzando poi sul fatto che 400 km di distanza non sono poi molti, meno dei 550 che separano Tokyo da Osaka. "Pensavo che lo spazio fosse più distante dalla terra. Beh, vorrà dire che in futuro lo shinkansen collegherà la terra con la stazione Spaziale", ha detto Fukuda.

Doi ha poi parlato ad alcuni studenti provenienti dalla sua città natale in collegamento dall'ufficio del primo Ministro. "Ciç che è importante è trovare quello che più amate e perseguire il vostro scopo di vita", ha detto Doi rispondendo alla domanda di uno studente che chiedeva cosa bisogna fare per realizzare i propri sogni.
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giovedì, 20 marzo 2008

Il Giappone "invade" la Corea del Sud

La Corea del Sud è letteralmente sommersa da un'ondata di cultura pop giapponese: manga, romanzi, film, e anche cosplay cafe. I giovani in particolare sembrano amare le opere di intrattenimento che hanno a che vedere con temi leggeri. Sul fronte opposto il numero dei film sud-coreani esportati in Giappone è in netto calo, spingendo il governo sud-coreano ad adottare misure per rinvigorire l'industria cinematografica.

Pieno di piccoli cinema, il quartiere Daehakno di Seul, noto per essere il centro vitale della cultura giovanile sud-coreana, ha un'atmosfera tranquilla simile a Shimokitazawa (下北沢) di Tokyo.

"Ho iniziato a fare cosplay al sesto anno della scuola primaria [11-12 anni], vestendomi da Sailor Moon ", ha detto Chong Tae Jong (nella foto in alto), ora diciottenne cameriera presso il cosplay cafe Flying Needle. "Cosplay" è l'abbreviazione per "costume play", ovvero la pratica di vestirsi come i personaggi preferiti degli anime. Il Flying Needle mette a disposizione dei suoi clienti vari costumi tratti da anime, manga, e video giochi. Inaugurato sei anni fa, il cafe ha avuto subito un discreto successo, attraendo 8.000 clienti mascherati al mese. "Il cosplay è nato in Giappone e col tempo è diventato un fenomeno di cultura globale", afferma Chong, travestita da cameriera.

Nel 1998 il governo sud-coreano riaprì le porte del suo mercato ai film e alle pubblicazioni made in Japan dopo un divieto che durava dal 1945. Chong che nel 1998 aveva 8 anni è cresciuta con i manga e gli anime giapponesi. Molti giovani della sua generazione sono ora consumatori voraci di tutto ciò che fa cultura pop nipponica.

Dei 4.095 manga pubblicati in Corea del Sud nel 2006, circa il 70% sono traduzioni in coreano di fumetti giapponesi. "Kami no Shizuku" (神の雫, A Drop of the Gods), un manga giapponese sul vino, è stato tradotto in coreano e pubblicato alla fine del 2005. Ha venduto più di 1 milione di copie dando inizio al boom del vino in Corea del Sud.

Yang Chae Chol, che gestisce un negozio di liquori a Seul, è rimasto sorpreso dall'influenza che quel manga ha avuto sulle vendite del vino. "La percentuale del vino venduto è salita al 70% dopo che il manga è stato pubblicato in Corea", dice Yang, 53 anni.

Cosplay, manga e anime non sono gli unici prodotti d'importazione che sono diventati popolari nella Corea del Sud. Molti romanzi giapponesi sono amati dai lettori sud-coreani. Tra i primi 100 best seller venduti al Kyobo Book Center (Kyobo Moongo), la più grande libreria di Seul (nella foto qui a sinistra), il numero dei romanzi giapponesi è aumentato dai 15 del 2003 ai 42 dello scorso anno, superando il numero dei romanzi sud-coreani della lista. Nel mercato dell'editoria generale le traduzioni di opere giapponesi rappresentano l'8% dei 53.225 prodotti editoriali pubblicati in Corea del Sud nel 2007.

"I romanzi sud-coreani trattano temi impegnativi, come lo stato e la politica, e mancano d'intrattenimento", dice Paek Won Kun, un ricercatore che si occupa di pubblicazioni presso il Korean Publishing Research Institute. "Invece le opere giapponesi sono più leggere nei contenuti e possono essere lette facilmente", aggiunge.

E mentre il Giappone invade culturalmente la Corea del Sud, ciò che nell'arcipelago giapponese era conosciuto come hanryu (韓流, onda coreana), il boom della cultura sud-coreana che nel 2003 seguì il successo del popolare telefilm coreano "Winter Sonata", ha perso ormai vigore.

Stando alla South Korean Film Commission, i film esportati nel mercato giapponese hanno subito un declino del 20% nel 2006, dopo aver raggiunto il picco di vendite nel 2005. Lee Hae Ton, funzionario presso il team del Ministero della Cultura e del Turismo che si occupa dell'industria cinematografica, suggerisce che l'hanryu boom è dipeso solo dalla popolarità di alcuni attori sud-coreani. Aggiunge anche che la qualità dei film coreani si è notevolmente abbassata come risultato del fatto che l'industria cinematografica dipende troppo dalla popolarità degli attori per attrarre gli spettatori al cinema.

Tuttavia l'industria cinematografica è importate per le esportazioni della Corea del Sud, dove le risorse naturali sono scarse. Nel 2006 il governo ha stanziato 300 miliardi di won (circa 28,4 miliardi di yen) per promuovere i film coreani all'estero sostenendo anche le spese per sottotitolare le pellicole.

È in aumento anche il numero dei film basati su romanzi giapponesi e su anime. Stando alla Korean Film Commission, il numero dei film basati su opere giapponesi è aumentato da un totale di tre tra il 2001 e il 2005, a tre nel 2006 e sette nel 2007. Dieci film di questo genere sono al momento in produzione.

"Dovrebbe essere facile esportare questo tipo di film in Giappone proprio perchè si basano su opere che i giapponesi conoscono bene", dice Pak Chong Won, manager del dipartimento della Commissione che si occupa della promozione oltremare.

Fonte: Yomiuri Daily News trad. Bea
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mercoledì, 19 marzo 2008

Le labbra più belle sono quelle di Itō Misaki

Il bacio tra Nora Jones e Jude Law nel film "My Blueberry Nights" ha già colpito l'immaginazione pubblica (il film distribuito in Giappone dalla Tōhō esce nelle sale giapponesi sabato prossimo), e l'ultimo sondaggio della Oricon  riguarda proprio le labbra da baciare.

"Quale celebrità femminile ha le labbra più belle?", ha chiesto la Oricon a 1000 ragazzi e ragazze non sposati di età fino ai 30 anni.

Al primo posto di questa sensuale classifica si trova l'attrice e modella Itō Misaki (伊東美咲, 31 anni, nella foto), le cui labbra campeggiano in molte riviste di moda e negli spot pubblicitari per la casa cosmetica Shiseido. La Itō figura al primo posto sia nei responsi maschili che in quelli femminili. Tra le motivazioni le più scelte da ragazzi e ragazze sono state: "Hanno una forma morbida e bella", "Mi sono piaciute nello spot per un rossetto".

Al secondo posto della classifica generale Ueto Ana (上戸彩, 23 anni) le cui labbra colpiscono i ragazzi per la forma e per il loro essere sexy e morbide, e le ragazze per il fatto che sembrano essere molto curate. Al terzo posto le labbra di Inoue Waka (井上和香, 28 anni), mentre le attrici Igawa Haruka (井川遥, 32 anni) e Ayase Haruka (綾瀬はるか, 23 anni) si piazzano rispettivamente al quarto e al quinto posto.

La Igawa non rientra nella top 5 maschile, dove figura invece al quinto posto l'attrice e presentatrice Ishihara Satomi (石原さとみ, 22 anni), mentre nella top 5 femminile manca la Ayase, al cui posto c'è l'attrice e modella Matsushima Nanako (松嶋 菜々子, 34 anni).

Fonte: オリコン
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A proposito di questo blog: sono appassionata di tutto ciò che riguarda il Giappone, e per comprendere e amare (e perché no, detestare in alcuni casi) questo paese, è necessario conoscere cosa succede giorno per giorno nel meraviglioso e magico mondo del Sol Levante. Sui nostri giornali e in TV si sente poco parlare del Giappone, e spesso si tratta di news sulle stranezze dei giapponesi, o sbaglio? In questo blog posto solo news che gli altri non vi dicono! Gli articoli e le foto (quando non scritto esplicitamente) sono prese in giro per il web, in particolare da quotidiani e agenzie di stampa giapponesi. La fonte è sempre citata. ***TUTTI GLI ARTICOLI (dall'inglese o dal giapponese) SONO TRADOTTI DA ME (salvo diversa indicazione)*** Buona lettura! (Nella foto l'attrice Ueno Juri)

Le news presenti nel blog non sono una mera traduzione della notizia originale, ma spesso sono frutto di ulteriori ricerche e approfondimenti da me effettuati. Il materiale presente nel blog può essere copiato purché, nel RISPETTO DEL LAVORO ALTRUI, VENGA SEMPRE CITATA LA FONTE.
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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Per info, suggerimenti, e commenti scrivete a: newsdalgiappone@gmail.com

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